Storie di poker: Joey Weissman, da ‘senzatetto’ a campione WSOP

Il poker è davvero magnifico perchè ci regala sempre delle storie grandiose. Oggi vogliamo raccontarvi quella dell'americano Joey Weissman, che questa estate ha vinto il mitico braccialetto WSOP ma ha avuto un passato piuttosto travagliato…

Il poker è davvero magnifico perchè ci regala sempre delle storie grandiose. Oggi vogliamo raccontarvi quella dell'americano Joey Weissman, che questa estate ha vinto il mitico braccialetto WSOP ma ha avuto un passato piuttosto travagliato…


Come si usa dire, il poker è davvero una metafora della vita e spesso ci propone delle storie davvero significative, storie di riscatto per persone che hanno trovato in questo gioco la loro rivincita. Oggi in particolare vogliamo raccontavi del 24enne americano Joey Weissman, vincitore dell'evento #46 alle WSOP 2012. Il giovane Weissman ha intascato nel mese di giugno la bellezza di quasi 695mila dollari con questa vittoria, mettendo in riga ben 1607 partecipanti.

Per Weissman questa è stata in assoluto la prima grande affermazione della sua carriera, dopo due anni di risultati tra i quali spiccavano due ITM alle World Series del 2011. Il grande significato del suo braccialetto non ha però solo un valore pokeristico, ma anche umano e molto personale. Come tanti altri giovani pro, infatti, Weissman viene da un passato piuttosto travagliato, molto lontano dalle conquiste fatte in quanto poker player di successo.

In una recente intervista, Weissman infatti racconta di essere stato, non molto tempo fa, completamente al verde e di aver vissuto per un periodo dormendo sul divano a casa di un amico, che aveva generosamente accettato di ospitarlo. La sua storia ha origine, come per molti, nell'effetto Moneymaker del 2003. A quel tempo il nostro Joey aveva solo 15 anni ma già sognava di diventare ricco un giorno grazie al poker.

Weissman alle WSOPJoey cominciò giocando con gli amici e suo nonno lo incoraggiò, da buon giocatore del Taj di Atlantic City. Dopo qualche anno e dopo aver visto il film Rounders per circa 30 volte, Joey decise di intraprendere la sua avventura su PokerStars e Full Tilt. Lasciò presto il college, si trasferì, ma poi già a 20 anni decise di riprendere una vita normale, svolgendo un lavoro più ordinario per fuggire dal forte stress che gli provocava giocare a poker.

Solo un mese dopo, il rimpensamento: Joey decise di rituffarsi da capo nel mondo del poker e questa volta riuscì a realizzarsi, grazie al sostegno degli amici e della famiglia. Joey è riuscito a diventare un vero pro, con disciplina e impegno, pensando sempre positivo. Prima si è fatto un bankroll online e poi è passato anche al live.

Per quanto riguarda la vittoria del suo braccialetto, Joey dice che da un certo punto in poi del torneo era sicurissimo di vincerlo. Racconta che a 27 players left circa ha sentito una sorta di spinta interiore inspiegabile e che certi sogni gli hanno fatto capire che ce l'avrebbe fatta. Ne era certo… e così infatti è stato! Insomma, la sua grande vittoria è arrivata accompagnata a quanto pare da visioni premonitrici e da qualcosa di mistico. Non sappiamo se sia vero, ma lui sembra davvero convito. Anche questo capita ad un torneo di poker…

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