Poker online USA: bitcoin, soluzione statunitense alla UIGEA

Dall'avvento del Black Friday il poker online negli Stati Uniti è praticamente defunto. Ora si sta pensando seriamente di adoperare una moneta virtuale, il bitcoin, per aggirare l'UIGEA e far riviviere il poker online nel paese del presidente Obama.

Dall'avvento del Black Friday il poker online negli Stati Uniti è praticamente defunto. Ora si sta pensando seriamente di adoperare una moneta virtuale, il bitcoin, per aggirare l'UIGEA e far riviviere il poker online nel paese del presidente Obama.

 

Giocare a poker online negli Stati Uniti non è vietato. Ma lo è fare transazioni economiche verso i siti di giochi online come professa la UIGEA, la legge diramata nel 2006 e che di fatto ha vietato il progredire del gioco telematico. Legge praticamente ignorata fino al 15 aprile 2011, data del Black Friday e che in cui vennero chiuse le principali poker room, PokerStars e Full Tilt Poker su tutte, al pubblico statunitense, proprio per violazione di tale legge.

 

Ecco che ora, a distanza di oltre un anno, le poker room corrono ai ripari aprendo le porte ad una soluzione propria del mondo virtuale. Si tratta di bitcoin, una moneta elettronica creata nel 2009 da un anonimo conosciuto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto. Con il nome Bitcoin ci si riferisce anche al software open source progettato per implementare il protocollo e la rete peer-to-peer che ne risulta, necessario per la circolazione del denaro.

 

Come si legge su wikipedia, “Bitcoin utilizza un database distribuito tra i nodi della rete che tengono traccia delle transazioni e sfruttano la crittografia per implementare le caratteristiche più importanti come il fatto di permettere di spendere bitcoin solo al legittimo proprietario, e di poterlo fare una volta sola“.

 

Ecco quindi che si potrebbe raggirare la UIGEA con l'adozione di questo sistema che permetterebbe alle poker room di far ripartire di nuovo il mercato statunitense del poker online. Mercato che si stima potrebbe smuovere tra i 4 e i 6 miliardi di dollari.

 

Il pioneiere di tale mossa sembra esserci già con la poker room Infiniti Poker, del fondatore Michael Hajduk, che sta già pubblicizzando il “nuovo modo di giocare a poker online“. Oltre ad aver costituito un Team Pro con giocatori statunitensi di grande fama come il capitano Gavin Smith.

 

Vedremo se l'adozione di questa tecnologia potrà davvero riportare in auge il poker online negli Stati Uniti, in attesa di una legge che tarda veramente troppo ad arrivare.

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