Quella che potrebbe tranquillamente essere una sceneggiatura di un grandissimo film d’azione si è tristemente rivelata una cruda realtà nell’alba di Las Vegas. La Strip è stata teatro, infatti, di una tragica ed incredibile vicenda.
Quella che potrebbe tranquillamente essere una sceneggiatura di un grandissimo film d’azione si è tristemente rivelata una cruda realtà nell’alba di Las Vegas. La Strip è stata teatro, infatti, di una tragica ed incredibile vicenda.
Quella che potrebbe tranquillamente essere una sceneggiatura di un grandissimo film d’azione si è tristemente rivelata una cruda realtà nell’alba di Las Vegas. La Strip è stata teatro, infatti, di una tragica ed incredibile vicenda.
Sono le 4.30 di mattina, quando all’uscita di un elegante night club di Sin City, nel parcheggio dell’Aria Casino una Range Rover affianca una Maserati e comincia ad aprire il fuoco all’impazzata. La Maserati è guidata da Kenny Cherry, 27enne rapper di discreta fama locale. Il rapper cerca di fuggire ed inizia l’inseguimento sulla strip, ma all’incrocio tra Flamingo e Las Vegas Boulevard nei pressi del Caesar Palace, Cherry perde il controllo della sua auto e finisce a forte velocità contro un taxi.
L’impatto è di quelli catastrofici. Il taxi, guidato da un certo Michael Boldon di 62 anni, esplode letteralmente in aria. Il bilancio è drammatico: perdono la vita il rapper, il taxista ed un suo passeggero non ancora identificato. Indetta una conferenza stampa lo sceriffo Doug Gillespie ha dichiarato al Las Vegas Review-Journal: “Ancora non si conoscono i motivi scatenanti di questa tragedia, stiamo lavorando sui filmati di sicurezza dei casinò per ricostruire l’accaduto”.
Il sergente John Sheahan si è fatto carico di ispezionare tutte le telecamere di sicurezza dei vari casinò per cercare il SUV che aveva innescato la sparatoria. La Range Rover è stata vista in un video di sorveglianza del Venetian dirigersi verso Koval Lane. L’auto è stata poi ritrovata abbandonata dopo poche ore, ed è subito scattata la caccia all’uomo.

Di nuovo si pone il problema della troppa libertà nell’uso delle armi negli Stati Uniti, come dichiarato al Las Vegas Sun da Patricia Turney, amica del taxista morto nello schianto: “Via subito tutte le armi dal paese. Se non ci fossero state le armi, tutti sarebbero ancora in vita”. Solo nel mese di febbraio sono state ferite gravemente due altre persone in una sparatoria avvenuta in un garage privato ed una persona è stata pugnalata sabato scorso nell’ascensore del Mandala Bay.
Lo sceriffo Gillespie tende comunque, ovviamente, a rassicurare la cittadinanza: “Las Vegas resta una città sicura, quello che è successo oggi nella strip non sarà tollerato, i colpevoli saranno catturati ed assicurati alla giustizia”. In una città dove il 90% dell’economia è rappresentato dal turismo e da un conseguente costante flusso di persone, la polizia locale è famosa per la sua efficienza e per la velocità con cui risolve i casi.
A pochi mesi dell’inizio delle 44esime WSOP, fissate per il 29 maggio, torna prepotentemente d’attualità il problema della violenza di Sin City.
Marco Zanini
Da anni sono appassionato di poker sia live che online e mi diverto a scrivere di texas hold’em. Mi piace viaggiare, leggere e giocare a calcio.