Il celeberrimo vincitore del Main Event delle World Series of Poker 2003 ha cominciato a fare da coach, oltre naturalmente a continuare a giocare. Moneymaker è diventato uno degli istruttori del Boot Camp del World Poker Tour.
Il celeberrimo vincitore del Main Event delle World Series of Poker 2003 ha cominciato a fare da coach, oltre naturalmente a continuare a giocare. Moneymaker è diventato uno degli istruttori del Boot Camp del World Poker Tour.
Il celeberrimo vincitore del Main Event delle World Series of Poker 2003 ha cominciato a fare da coach, oltre naturalmente a continuare a giocare. Moneymaker è diventato uno degli istruttori del Boot Camp del World Poker Tour.
Chi sa fa, chi non sa insegna. Questa perla di saggezza popolare vale anche per il poker? Secondo Chris Moneymaker no, anzi: meglio non seguire alcun corso di coaching, se l'istruttore non è un player vincente o non lo è più, che fare lezioni che poi si rivelano addirittura controproducenti. Ecco perché il vincitore del Main Event delle WSOP 2003 è sempre stato restio a diventare un poker coach.
Sul blog di PokerStars, Moneymaker ha però rivelato che da qualche tempo ha cominciato anche a insegnare poker, oltre che a giocarlo. L'esperienza, scrive Moneymaker, è stata gratificante e anche utile: “Ho iniziato come giocatore amatoriale, poi ho vinto il Main Event e sono diventato pro. Due anni dopo volevano che insegnassi poker, ma non mi ritenevo adatto: giocavo molto, ma non lavoravo sul mio gioco, quindi pensavo non fosse giusto tentare di insegnare”.
“Ci sono molte persone che insegnano e che non sono giocatori vincenti, o magari non sono capaci di insegnare. Ci sono anche esempi di giocatori che magari erano forti 4-5 anni fa, ma che adesso non lo sono più, specialmente se non hanno lavorato sul proprio gioco. Penso che per i giocatori sia molto meglio ricevere un pessimo insegnamento che non riceverne nessuno“, ha aggiunto il buon Chris.
L'americano, negli ultimi due anni, ha lavorato molto sul suo gioco, tanto da sentirsi finalmente pronto a insegnare: “Ho lavorato nell'ultimo anno come istruttore al WPT Boot Camp, e finora le persone a cui ho insegnato hanno fatto bene, raggiungendo ottimi risultati. Nel frattempo continuo a lavorare sul mio gioco, cosa molto importante, secondo me, se si vuole essere un istruttore come si deve”.
Secondo Moneymaker, inoltre, l'insegnamento faccia a faccia funziona molto meglio rispetto ai libri di strategia di poker. Non che all'ex campione del mondo non piacciano i libri, anzi: “Amo e consiglio alcuni libri, come ad esempio The Raiser's Edge di ElkY sui tornei di poker. Ma tendo a preferire i video e le forme di insegnamento più personali. Credo che per la maggior parte delle persone sia così”.