Se quest’estate avete deciso di farvi una vacanza sui meravigliosi fiordi norvegesi scordatevi di poter giocare a poker live legalmente. La Norvegia infatti non è il miglior posto dove poter svolgere la professione di giocatore di poker.
Se quest’estate avete deciso di farvi una vacanza sui meravigliosi fiordi norvegesi scordatevi di poter giocare a poker live legalmente. La Norvegia infatti non è il miglior posto dove poter svolgere la professione di giocatore di poker.
Se quest’estate avete deciso di farvi una vacanza sui meravigliosi fiordi norvegesi scordatevi di poter giocare a poker live legalmente. La Norvegia infatti non è il miglior posto dove poter svolgere la professione di giocatore di poker.
Ai suoi poco più di 5 milioni di abitanti è assolutamente vietato giocare a poker live, tanto che lo stesso campionato di poker norvegese viene disputato a Dublino in Irlanda. Non che lo Stato norvegese non ami i giocatori professionisti di poker, tutt’altro! Vuole loro così bene che pretende circa il 50% delle vincite ottenute, praticamente senza possibilità di detrarre le spese dei buy in sostenuti nei tornei dove non si è arrivati ITM. Lo sa bene Johnny Lodden, il poker pro norvegese più conosciuto. Nato nel 1985 a Jorpeland, paesino di 6.000 anime affacciato sul Mar del Nord a quasi 500 chilometri dalla capitale Oslo, ha una certa “attitudine” per il texas hold’em. Sponsorizzato da Pokerstars tra i suoi migliori risultati vanta il terzo posto all’EPT 2013 Grand Final di Montecarlo per 612 mila dollari di vincita e il 27esimo posto al main event WSOP 2010 per 317 mila dollari di premio. Il fisco norvegese ha così fiducia nei suoi mezzi, ed in quelli dei suoi colleghi, che si prende il 50% delle vincite certo che le perdite non siano altrettanto interessanti.
Però c’è sempre un però! Quella notizia che non ti aspetti, quella chicca che spunta come un raggio di sole dalle nuvole! E’ si vero che lo Stato norvegese non permette nè di giocare a poker live, nè di giocare d’azzardo con compagnie private o sprovviste di concessione statale, ma in contemporanea permette al fondo pensionistico nazionale di investire in società di e-gaming che operano liberamente sul mercato internazionale!
Avverto un leggerissimo controsenso! Dai documenti redatti da una società che si occupa di ludopatia è emerso che il fondo pensionistico norvegese ha investito quasi 1 miliardo di euro nel gioco d’azzardo! C’è veramente di tutto nel suo bankroll: casinò, agenzie di scommesse, società costruttrici di slot, resort con annessi casinò… Questo fondo pensionistico norvegese è davvero un gambler di proporzioni immani potremmo dire! Ricapitolando: Johnny Lodden e i par suoi non possono giocare live nella terra natia, devono dare il 50% delle vincite conseguite allo Stato senza poter detrarre le perdite e parte di quei soldi destinati alla loro futura pensione vengono investiti dall’ente preposto nell’industria del gioco d’azzardo! Un bel guazzabuglio, non c’è che dire!
Meglio rilassarsi pensando al prossimo torneo delle WSOP. Nella fattispecie Lodden passerà il periodo a Las Vegas in una mega villa, quasi una sorta di castello, messo a disposizione dal suo sponsor Pokerstars, con tre piscine e spiaggia privata, in compagnia di star norvegesi del mondo dello spettacolo e qualificati online, dove verrà anche registrato un programma televisivo. Magari non pagherà molto fare il poker pro in Norvegia, ma fuori dai confini nazionali deve essere una vera pacchia!
Marco Zanini