Torna di moda a Macao la volontà di dare una legislazione al poker online locale. Le società asiatiche vogliono assicurarsi anche le tasse di questo business, per ‘arrotondare’ gli introiti del live (già ricchissimi in verità)…
Torna di moda a Macao la volontà di dare una legislazione al poker online locale. Le società asiatiche vogliono assicurarsi anche le tasse di questo business, per ‘arrotondare’ gli introiti del live (già ricchissimi in verità)…
Torna di moda a Macao la volontà di dare una legislazione al poker online locale. Le società asiatiche vogliono assicurarsi anche le tasse di questo business, per ‘arrotondare’ gli introiti del live (già ricchissimi in verità)…
Ai casinò di Macao non bastano più i 40 miliardi di dollari fatturati ogni anno. È ora di pensare anche al poker online, visto che al momento dallo stato asiatico si può giocare su PokerStars e su tutte le room internazionali, ma ovviamente non entrano tasse nelle casse statali… L’idea di una legislazione appropriata torna dunque di moda grazie alla spinta di società come la Dynam Japan Holdings.
Per ora siamo ancora lontani dall’approvazione di questo progetto, ma tutto fa pensare ad un esito positivo, così come è avvenuto in passato con le scommesse online, già regolamentate a Macao. D’altronde se la location asiatica vuole diventare la nuova Las Vegas deve adeguarsi… Come sappiamo da qualche mese il Nevada ha riaperto le porte al poker online ed è stato il primo stato a fare questo in seguito al Black Friday.
A proposito di Las Vegas, c’è qualcuno che sicuramente non sarà contento di queste spinte verso l’online nelle capitali mondiali del poker e del gioco… Stiamo parlando naturalmente di Sheldon Adelson, storico oppositore del poker online che prima o poi dovrà arrendersi all’evidenza dei fatti. Magari si renderà conto che un proprietario di casinò come lui potrebbere ricevere solo vantaggi dall’apertura al gioco online…