Phil Ivey boicotta Las Vegas: “L’azione ormai è solo a Macao”

Il suo sito di training sul poker sta prendendo lentamente forma. Gli occhi sono puntati su di lui oggi più che mai. E Phil Ivey non si nasconde, anzi. Ha preso ad interagire sempre più coi suoi fan attraverso i vari social network, aumentando il suo indice di gradimento.

Il suo sito di training sul poker sta prendendo lentamente forma. Gli occhi sono puntati su di lui oggi più che mai. E Phil Ivey non si nasconde, anzi. Ha preso ad interagire sempre più coi suoi fan attraverso i vari social network, aumentando il suo indice di gradimento.

 

 

Ha da poco vinto uno dei più ricchi Super High Roller della storia del poker live, quello dell’Aussie Millions, per un introito di circa $4,5 milioni. Cifra che lo ha portato al secondo posto della classifica dei giocatori più vincenti, in termini economici, del poker mondiale alle spalle di Antonio Esfandiari.

 

Ma Phil Ivey è sempre stato una persona attento alla programmazione ed il fatto che abbia da poco lanciato il proprio sito di coaching sul poker lo ha reso più comunicativo. Lo si vede spesso postare proprie foto su Instagram, per esempio. E su questa stessa linea di comportamento è l’intervista che ha rilasciato al forum specialistico “2+2”.

 

Intervista lunga e completa, nella quale Phil parla praticamente di tutto. Specifica che ormai, almeno per i giocatori come lui, l’azione al poker cash game di Las Vegas è scemata e si è spostata a Londra ma soprattutto a Macao dove, per Ivey al tavolo di poker livepartecipare ai tavoli high stakes, devi avere una certa frequenza prima ai tavoli minori. Il tutto per ottenere la fiducia dei grossi uomini di affari che frequentano abitualmente le sale da poker e che non concedono a tutti di sedersi ai loro tavoli.

 

Nel corso dell’intervista Ivey è tornato anche sul discorso aperto da Joe Hachem e allargato da Phil Galfond sulle differenze tra old school e new school pokeristiche. Ivey si è schierato con Galfond dicendo di preferire avere al tavolo gente della vecchia generazione, sicuramente più comunicativa al tavolo rispetto ai giovani players.

 

Infine ha dichiarato, abbastanza scontatamente, di amare il poker in tutte le sue forme e di giocare volentieri i tornei delle WSOP delle varianti anche dal basso buy-in proprio per il piacere della competizione e non certo per il possibile profitto, visto che gli basterebbe sedere un paio d’ore ad un tavolo cash per vincere di più.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Non perderti le ultime notizie da Poker Italia Web
© 2024 Pokeritaliaweb.org - Piw network srl - Codice Fiscale e Partita IVA: 04450280757 - Numero REA: 292720 - Via Cassala 55, 20143, Milano - Tutti i diritti sono riservati - info@pokeritaliaweb.org