Il mondo del poker piange la scomparsa di Dave “Devilfish” Ulliott

E’ un triste giorno di pasquetta per noi amanti del poker; è mancato poche ore fa Dave “devilfish” Ulliott. La notizia, confermata dai famigliari, è apparsa sui social network del popolare giocatore inglese.

E’ un triste giorno di pasquetta per noi amanti del poker; è mancato poche ore fa Dave “devilfish” Ulliott. La notizia, confermata dai famigliari, è apparsa sui social network del popolare giocatore inglese.


“Purtroppo Papà, Dave ‘Devilfish’ Ulliott ha perso la sua battaglia contro il cancro oggi ed è morto serenamente circondato dai suoi cari. Solo pochi giorni fa Ulliott aveva dato notizia di essere malato di un cancro al colon, ma di non aver perso comunque la sua proverbiale ironia e di voler organizzare una festa per il suo 61esimo compleanno il quattro aprile.


Dave era nato il 4 aprile 1954 a Kingston Upon Hull in Inghilterra, in una famiglia di umili origini. Sempre al centro di una vita borderline tra legalità e criminalità, in gioventù era stato anche legato ad una banda criminale dove ha più volte conosciuto il carcere. La riscossa è avvenuta grazie al poker, dove è diventato una leggenda ed un’icona nazionale. In carriera vanta un braccialetto WSOP nel Pot Limit Hold’em nel 1997 ed un titolo WPT conquistato nella prima stagione del 2003 battendo in heads up Phil Ivey. Ospite fisso di importante televisioni televisive legate al mondo del poker, deve la sua popolarità al suo carattere eccentrico e sempre fuori dal comune.


Il triste anuncioSolo pochi giorni fa Doyle Brunson, alla notizia della malattia di DavIlfish, aveva avanzato l’ipotesi di eleggerlo prossimamente nella Poker Hall Of Fame. La dichiarazione di Doyle aveva subito riscosso pareri favorevoli sia da Negreanu ed Hellmuth che dai connazionali di Dave: Liv Boeree, Samuel Trickett e dall’amica di una vita Victoria Coren.


Noi lo vogliamo ricordare con alcune delle sue citazioni che lo hanno reso celebre al grande pubblico:


– “Quando ho vinto il braccialetto WSOP l’ho fatto fondere e ci ho ricavato un tirapugni. Da dove provengo io è molto più utile un tirapugni che non un braccialetto”

– “Quando ho iniziato a giocare a poker, nelle illegali partite underground inglesi, la vera difficoltà non era vincere, ma riuscire a portare a casa i soldi”

– “Nonostante abbia sei figli mi sento ancora un ragazzino; quando esco con mio figlio di 19 anni ed i suoi amici, sono sempre io quello che beve più di tutti!”

Rip Devilfish, il mondo del poker è un po’ più vuoto senza di te.

Marco Zanini

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