A quanto pare l’Italia non è l’unico paese ad non avere le idee chiare sul gioco del poker disputato in modalità texas hold’em. In Olanda è stata infatti ribaltata una sentenza del 2010 dove il poker venivamo dichiarato un gioco d’abilità.
A quanto pare l’Italia non è l’unico paese ad non avere le idee chiare sul gioco del poker disputato in modalità texas hold’em. In Olanda è stata infatti ribaltata una sentenza del 2010 dove il poker venivamo dichiarato un gioco d’abilità.
A quanto pare l’Italia non è l’unico paese ad non avere le idee chiare sul gioco del poker disputato in modalità texas hold’em. In Olanda è stata infatti ribaltata una sentenza del 2010 dove il poker venivamo dichiarato un gioco d’abilità.
Riavvolgiamo, dunque, un attimo il nastro e torniamo al 2010, anno in cui la Corte d’Appello di Amsterdam stabilì che il poker era gioco d’abilità. Questa prima sentenza è stata emessa dopo le accuse nate tra il 2005 e il 2007 per alcuni tornei di poker che si disputavano all’interno di un bar a Bussum, una cittadina a sud est di Amsterdam. Partire organizzate da Richard Blaas e Rene Kurver al Café de Viersprong, dove la quota di iscrizione era di appena 10 euro e dove i partecipanti erano al massimo settanta.
I due imputati coinvolti nella vicenda, però, con la difesa del loro avvocato, riuscirono a dimostrate che il poker è un gioco basato su skills, abilità, e non solo sulla fortuna, non violando così le leggi olandesi sul gioco. Furono quindi assolti, con la sentenza che stabilì che quelle partite non erano illegali. Ma tale teoria difensiva in prima istanza è stata capovolta dopo sei anni.
Il pubblico ministero è ricorso in appello, in quanto, la sentenza di sei anni prima non era corretta del tutto, sostenendo che il poker è un gioco d’azzardo, illegale per leggi olandesi e per il fisco. I pubblici ministeri si sono aggrappati al fatto che il torneo ha aumentato la componente della fortuna utilizzando una struttura dei bui veloce. Questo si è poi tradotto nel fatto che si è messo in dubbio la prevalenza delle skills sulla fortuna. La Corte d’Appello è stata chiara: “Gambling è ogni gioco dove la probabilità di vincere dipende dal caso”.
D’altronde l’articolo 1 del Gambling Act sostiene che: “E’ azzardo un qualsiasi gioco che dipende in generale più dall’alea che dall’abilità del giocatore”. Agli imputati sono state così inflitte ammende pari a 1,250 euro ciascuno. Tra gli imputati anche il giocatore Steven van Zadelhoff.