Bertrand Grospellier a GQ: “Ai tempi era più facile vincere a poker, ora i giocatori sono più bravi”

Il quarto giocatore ad aver centrato una Triple Crown, vincendo un titolo WSOP, EPT e WPT, il poker pro francese, Bertrand Grospellier, ha rilasciato un’interessante intervista per la rivista statunitense GQ. Ovviamente tema principale il poker.

Il quarto giocatore ad aver centrato una Triple Crown, vincendo un titolo WSOP, EPT e WPT, il poker pro francese, Bertrand Grospellier, ha rilasciato un’interessante intervista per la rivista statunitense GQ. Ovviamente tema principale il poker.

Vincitore di oltre 13 milioni di dollari ne live, primo nella classifica All Time Money List francese, Bertrand Grospellier, membro del Team Pokerstars France, è stato intervistato dalla nota rivista per uomini GQ, dove ovviamente si è parlato di poker.

Bertrand Grospellier parte subito col fare una differenza tra il passato e il presente, lui che ha iniziato a giocare nei primi anni del 2000: “Anni fa era più facile vincere, anche se il gioco lo conoscevo molto meno. Oggi è più dura decisamente. I giocatori sono più bravi e oggi si hanno inoltre ha disposizione molti più contenuti per apprendere rapidamente il gioco. Quando ho iniziato io, c’era solo qualche libro da dove poter studiare il Texas Hold’em”.

“Ho iniziato a giocare quando il gioco stava esplodendo. Era tutto nuovo. Oggi invece molte cose sono cambiate”, continua Bertrand parlando principalmente del poker online. “Trovo stupido che metà del mondo non possa giocare insieme online. Questa cosa è triste”.

Elky, questo il nick di Bertrand online, continua parlando di come il suo gioco si è evoluto nel corso degli anni: “La cosa più importante è adattarsi. Io cerco di farlo sempre. All’inizio ero più aggressivo, ora scelgo meglio i miei spot. Anche se giocare aggressivi è più divertente, ma ci sono circostanze che richiedono un gioco più tight. Credo inoltre nell’importanza di essere imprevedibili al tavolo. Poi dipende tutto contro chi giochi: gli spagnoli giocano in un determinato modo, i francesi in un altro, gli americani in un altro ancora. Devi adattarti”.

Ovviamente però bisogna fare i conti con la varianza nel poker, che come ricorda Grospellier: “Prima poi colpisce tutti. Inoltre meno giochi e più diventa difficile giocare bene. Ne live è totalmente diverso dall’online, dove ogni giorni puoi giocare anche 20 tornei. Anche i migliori giocatori al mondo perdono il 99% dei tornei ai quali partecipano”.

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