Come migliorare il proprio gioco short handed? (2pt)

Dopo la prima parte che vi abbiamo proposto ieri, continua oggi l'articolo scritto da “il curioso” poker coach di PokerItalia school per i giocatori meno esperti, che vi auita a migliorare il vostro gioco short handed in una partita di poker.

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Dopo la prima parte che vi abbiamo proposto ieri, continua oggi l'articolo scritto da “il curioso” poker coach di PokerItalia school per i giocatori meno esperti, che vi auita a migliorare il vostro gioco short handed in una partita di poker.

 

Nella prima parte di questo articolo, dedicato alla spiegazione delle più elementari funzioni di Hold’em Manager, si è visto come sia possibile utilizzare il tracker per contenere le perdite ed incrementare il proprio profitto quando si gioca “six-max cash games”.Uno degli aspetti in cui si evince la fondamentale importanza di HEM è indubbiamente la possibilità di controllare le statistiche di ogni singolo avversario nel momento in cui si gioca una mano contro di lui. Per rimanere ad un classico esempio, va da se che un giocatore in grado di leggere la tipologia di un giocatore che si affronta attraverso l’hud  saprà immediatamente che trovandosi JJ come starting hands non avrà difficoltà a 4bettare un giocatore Loosing Aggressive (LAG) le cui statistiche sono 30/25/12 mentre passerà istantaneamente la medesima mano contro giocatore “nittoso” le cui stats recitano 13/10/2. Queste  semplici statistiche ci consentono delle scelte nettamente facilitate preflop utilizzando inizialmente Pokerstove per comprendere al meglio cosa rappresenta realmente il range 2% di 3bet del nostro avversario TAG (JJ+) e come invece la nostra mano “frantumi” la serie di mani – dette appunto Range – di 3bet del nostro avversario LAG (12% = 77+, A9s+, KTs+, QTs+, AToff+, KJoff+).

 


Primo approccio all’utilizzo di Holdem manager:

 

Come detto nella prima parte, le statistiche più significative di HEM sono VPIP, PFR e 3bet%, questo è il punto di partenza quando vogliamo catalogare i nostri avversari ed iniziare a pensare sia a quale tipo di partita ci stiamo avvicinando sia a quale possa essere la strategia migliore da adottare in relazione ai singoli elementi al tavolo,ma anche alle interazioni che si verranno a creare fra gli stessi avversari e, ovviamente, come sfruttare questo a nostro favore. Primissima indicazione fondamentale è quella di evitare di trarre informazioni da giocatori contro i quali non si hanno ancora un buon numero di mani campione, poiché lo stesso potrebbe aver giocato una sessione in quel modo semplicemente perché ha vissuto un rush di buone carte ovvero è stato “cards dead” per ore. In secondo luogo attribuite una data alle vostre info. Non potete immaginare quanto può cambiare il gioco di qualsiasi avversario in sei mesi di studio individuale, immaginate se per vostra sfortuna sia stato seguito da un coach di PokerItalia School by GameRevolution.!!!

 

Una prima indicazione di massima che deve necessariamente emergere dalla catalogazione precedente è che contro avversari che attuano una strategia molto tight (VPIP 8-14/ PFR 2-12/ 3bet 2%) bisognerà evitare di giocare, soprattutto se fuori posizione, mani come AT, KJ ma spesso anche KQ e AJ poiché, considerato il loro range, la possibilità di trovarsi in una mano dominata è molto frequente. Sarà preferibile allora giocare quando si hanno stacks sufficientemente profondi molte coppie e, in posizione, diversi suited connectors con la corretta convinzione che qualora si chiudesse un punto molto forte il nostro avversario quasi mai abbandonerà la mano, posto che gioca esclusivamente mani fortissime. In particolare il loro range è composta da coppie alte ed Assi grandi (AQ+) per cui, abbinando questi dati alla frequenza con cui questo avversario effettua una continuation bet, passa di fronte ad un check raise o effettua a sua volta un check raise, la nostra strategia diventa quasi elementare: passare quando non si colpisce niente e incrementare il piatto non appena si colpisce una mano “monster”. Altro dato fondamentale, posto che questi avversari hanno una bassissima frequenza di 3bet potrete iniziare a prendere il controllo del tavolo ed attuare il piano di “furto” dei bui anche aprendo in “early positions”, visto che quasi mani subirete un contro rilancio e neppure troppo spesso un call fuori dai bui che vi costringa a giocare la mano fuori posizione. In sintesi, contro questi avversari ruberemo tantissimi piatti piccolissimi, perderemo i piatti medio-piccoli e vinceremo (fatti salvi naturalmente i grossi coolers) i piatti enormi, lasciando i nostri “nitty” con la convinzione di aver perso non per proprio demerito, ma perché sono stati “sculati” da un’omino che non era in grado di foldare due carte suited o le coppie piccole!

 

I players LAG che diciamo giochino mediamente una sorta di 28/24/11, sono altre gatte da pelare:


E’ realmente difficile spiegare nelle poche righe di questo articolo come affrontare questi giocatori, oltre che naturalmente tutta quella serie di insidiosissimi giocatori che stanno nel mezzo delle due categorie perché riescono a fluttuare nello lore statistiche adattandosi con cognizione di causa alla singola partita che affrontano. Ciò che è fondamentale precisare sin da subito è che contro questo tipo di avversari sarà necessario scavare davvero a fondo attraverso uno studio maniacale ed un uso esperto di HEM alla ricerca di punti deboli e di quelle situazioni di gioco preflop e post flop in cui si può recuperare valore. Nell’effettuare quest’esame si renderà lapalissiana una riflessione: se state giocando fuori bankroll o per qualsiasi ragione avete timore a mettere le vostre chips nel mezzo, cambiate immediatamente tavolo!

 

Sia chiaro, non tutti i giocatori Loosing Aggressive che si trovano oggi giorno ai tavoli sono realmente abili nell’adottare questa strategia ed anzi molti si possono rivelare degli utilissimi bancomat. Per dare qualche indicazione di massima sulla strategia da adottare, è naturale che il modo migliore sarà rispondere ad aggressività con altrettanta aggressività. Preflop si amplierà moltissimo il nostro range di 3bet, call per valore, 4bet e 5bet light, così come post flop si potranno attuare molte trappole e giocate aggressive in check raise per evitare di rimanere vittime del fuoco di fila di 3barrels (una sequenza di puntate consecutive flop, turn e river) che il nostro avversario può tranquillamente fare in completo bluff. Essere giocatori vincenti contro avversari che attuano una buona strategia LAG è spesso questione di particolari. Ancora una volta è lo studio delle piccole cose a fare la differenza.

Altre utili statistiche:


Rubare i bui è un modo infallibile di aggiungere qualche BBs/100 al nostro tasso di vincita a fine anno. La statistica che indica la frequenza con cui i giocatori sui blinds foldano ai rilanci è un sistema utilissimo per attuare questa strategia. BB Fold To Steal% e SB Fol to Steal % ci aiutano a capire quali giocatori non stanno difendendo sufficientemente i loro bui. Inoltre molti giocatori attuano una strategia di difesa dei blinds molto passiva limitandosi a chiamare i rilanci fuori posizione per giocare poi “fit or fold” (prendi o passa) post flop. In questo caso il nostro profitto può aumentare ancor di più poiché ruberemo post flop moltissima dead money. Al tal fine è fondamentale combinare la statistica precedente con il Fold versus Continuation bet% e anche la percentuale in cui l’avversario laddove chiamasse flop, successimante passi al turn o al river.Usare Holdem manager non è pertanto un vezzo per perfezionisti e professionisti bensì uno strumento  fondamentale per battere le odierne partite cash, se non lo state usando dovreste iniziare a domandarvi il perché. Holdem manager può migliorare il tuo gioco, non usarlo per sostituire le tue istintive abilità pokeristiche ma per affinarle.

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