Strategia Poker: massimizzare i propri guadagni

Cosa significa massimizzare il proprio guadagno durante le mani che giochiamo al tavolo? Vediamolo insieme attraverso un esempio che ci farà capire quanto sia importante la riflessione circa le varie possibilità per farci pagare il punto.

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Cosa significa massimizzare il proprio guadagno durante le mani che giochiamo al tavolo? Vediamolo insieme attraverso un esempio che ci farà capire quanto sia importante la riflessione circa le varie possibilità per farci pagare il punto.

 

 

 

Giocando qualsiasi specialità di poker è fin da subito chiarissimo a tutti che la cosa più importante è perdere meno chip di quante se ne guadagnino. Formulato in questo modo il concetto è alquanto banale, ma se la frase fossegiocando a poker la cosa più importante è vincere più chip possibili quando abbiamo il punto migliore e perderne il meno possibile quando abbiamo il punto peggiore” sicuramente le cose inizierebbero a complicarsi molto di più. Stiamo infatti parlando di massimizzazione del guadagno e minimizzazione (passatemi il termine piuttosto cacofonico) delle perdite.

 
Questi due aspetti della nostra strategia di gioco sono forse i più importanti nel momento in cui da buoni giocatori volessimo diventare ottimi giocatori. Come sempre quello a cui dobbiamo fare riferimento è il lungo termine. Prendiamo in considerazione la massimizzazione degli utili facendo un esempio: in questo caso analizziamo uno spot capitatomi giusto ieri durante un MTT online.
 
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Il gioco online richiede scelte precise e veloci
 
Siamo sul Bottone e abbiamo coppia di dieci. Il nostro stack ammonta a 70 mila chip sui bui 800/1.600 ante 200. Il giocatore sul Cut Off apre per 3.400 con uno stack pari a circa 45 mila chip e noi decidiamo per una 3bet pari a 6.900 con il solo scopo di isolarci e giocare la nostra coppia in posizione in caso di un call del nostro avversario che, secondo la nostra history, raramente utilizza l’arma della 4bet ma, anzi, tende piuttosto al call anche fuori posizione.
 
Le nostre statistiche trovano conferma nel gioco dell’avversario che, dopo il fold dei bui, si limita a chiamare la nostra 4bet commettendo di fatto un errore. Il flop scende e per noi è dolce come il miele: 10 10 3. Abbiamo floppato poker e salvo remotissimi sviluppi backdoor negativi (probabilità allo 0,1%) la mano è nostra. Il nostro unico problema ora sarà farci pagare il punto, visto che per il momento tutte le carte buone le abbiamo noi.
 
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Nel live abbiamo molto più tempo per riflettere
 
Il nostro avversario fa check. Noi dobbiamo scegliere se puntare o bussare dietro. Per prima cosa dobbiamo tenere in considerazione come viene percepita la nostra immagine al tavolo. Siamo visti come giocatori Tight o Loose? il nostro avversario può pensare di chiamare una nostra bet con un range ampio di mani o abbiamo dato un’immagine solida al punto di farlo desistere nel caso in cui non abbia centrato nulla? Nel mio caso, visto il buy-in ridotto del torneo e del field tutto sommato scarso, stavo giocando molto chiuso, quindi ho deciso di far scendere il turn e rispettare ancora una volta la mia immagine.
 
Con il check ho due vantaggi: regalo una carta potenzialmente utile al mio avversario e nel frattempo consolido la mia immagine. In altre parole so che checkando nella mente del mio avversario inculco l’idea che molto probabilmente non ho centrato il flop, quando in realtà avrei puntato molto più volentieri in bianco. Il turn è un Asso di cuori, un’ottima carta che, oltre ad aprire possibili progetti inferiori al punto che abbiamo tra le mani, coglie molto bene nel range di carte che il mio avversario tiene fra le mani. 
 
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Massimizzare gli utili è molto importante sul lungo periodo
 
Come dicevano i latini: quod erat demonstrandum. Il mio avversario prende l’iniziativa e punta 3/4 pot, circa 13.000. Anche in questo caso dobbiamo scegliere tra il call e il rilancio cercando di capire quale delle due scelte sia la più conveniente. Il nostro uomo è committato al piatto ma, dato il livello basso  del torneo, potrebbe anche non rendersene conto e pushare se messo ai resti nel caso in cui la sua puntata sia in bluff.  Cercando di prevedere il proseguimento della mano possiamo dare per molto probabile che al river le chip finiscano tutte in mezzo senza troppo impegno da parte nostra. Quindi decidiamo di chiamare.
 
Il river è un inutile sette di picche e noi abbiamo il punto Nuts. Ora dobbiamo solo attendere che il nostro avversario faccia la sua mossa che puntualmente… è il push. Snap call e la mano che ci contendeva il piatto era A 9 di quadri
 
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Cerchiamo sempre di capire dove siamo nella mano
 
A carte viste il check al flop è stato utilissimo ed ha fatto in modo che il nostro avversario abbia ritenuto di poter puntare tutte le sue chip tra turn e river. Probabilmente pensava che noi avessimo hittato l’asso al turn e ha tentato a tutti i costi di rappresentare un dieci… e forse ci avremmo anche creduto… se non li avessimo entrambi noi!
 
Questo è solamente un esempio di come massimizzare il guadagno derivante dalle proprie mani, ma tenere sempre presente questo fattore in game ci permetterà di riportare guadagni che, alla lunga, saranno molto più importanti.
 
scritto da Luca ‘ilFilosofo‘ Barbi

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