Strategie per la gestione del bankroll: come calibrarla su se stessi

Spesso le regole per la gestione del bankroll sono presentate come norme generali e oggettive, un’equazione nella quale non rientra il carattere specifico del giocatore. Non è così. La gestione del proprio portafoglio, come altre strategie, va calibrata su di sé. Vediamo come.

Spesso le regole per la gestione del bankroll sono presentate come norme generali e oggettive, un’equazione nella quale non rientra il carattere specifico del giocatore. Non è così. La gestione del proprio portafoglio, come altre strategie, va calibrata su di sé. Vediamo come.

 

Molto spesso mi capita di sentire giocatori che lamentano un brutto rapporto con la gestione del bankroll. C’è chi trova troppo stringenti le regole standard e chi invece non si sente a proprio agio nemmeno rispettando i consigli più conservativi e cauti per la gestione del proprio patrimonio dedicato al poker. Qual’è la retta via? Se lo saranno chiesti in tanti e purtroppo in tanti saranno incappati nella più classica delle risposte: non esiste una strategia corretta per tutti, anche se certamente ce n’è almeno una sbagliata: zero buy-in non vanno bene.

Avete capito il concetto, gli estremi non vanno bene. Non potete pretendere di gestire il vostro bankroll prevedendo dieci buy-in per il semplice motivo che la varianza finirebbe inevitabilmente con l’annientare i vostri sogni di gloria. È una gestione troppo aggressiva e non rientra certo nella forbice di possibilità tra le quali scegliere. Rimossi gli estremismi, compresi quelli opposti, dobbiamo chiederci come scegliere il piano migliore per noi e il parametro di valutazione principale che utilizzeremo sarà il nostro A-game, ovvero il gioco di miglior livello che possiamo esprimere al tavolo.

Supponete infatti di giocarvi tutti i risparmi in una sola partita: prendere decisioni vi risulterebbe pressoché impossibile perché sareste troppo coinvolti emotivamente. Va da sé che nemmeno giocare partite che richiedono un millesimo dei soldi che avete destinato al poker possa andar bene: non dareste la giusta importanza alle giocate.

Questi due casi limite servono solamente per delineare i due atteggiamenti tipo da evitare. Se seguendo le direttive tipiche per la gestione del bankroll vi capitasse di ritrovarvi all’interno di una fra queste casistiche dovrete necessariamente porvi rimedio aggiustando la vostra strategia economica — sempre utilizzando molto buonsenso — al fine di raggiungere l’atteggiamento ideale al tavolo: ne’ troppo coinvolti ne’ troppo frivoli. Il buy-in del torneo o del tavolo da poker cash con cui vi cimentate deve essere abbastanza importante per non indurvi nella tentazione di gettarlo al vento e sufficientemente basso da non farvi avere gli incubi nel caso in cui vi capitasse — e capiterà, purtroppo — di incappare in una bad run.

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