Importante modifica per l’ultima tappa del circuito del World Poker Tour che, dopo aver calato lo scorso anno il buy-in, elimina la possibilità di re-entry, facendo diventare il torneo un freezout allo stato puro.
Importante modifica per l’ultima tappa del circuito del World Poker Tour che, dopo aver calato lo scorso anno il buy-in, elimina la possibilità di re-entry, facendo diventare il torneo un freezout allo stato puro.
Importante modifica per l’ultima tappa del circuito del World Poker Tour che, dopo aver calato lo scorso anno il buy-in, elimina la possibilità di re-entry, facendo diventare il torneo un freezout allo stato puro.
Il poker è in crisi. E la crisi colpisce ovviamente anche i grandi eventi. La prova ne è il fatto che gli organizzatori del World Poker Tour, nel corso di due anni, hanno cambiato le regole, di natura strettamente economica, di quella che si ripromette di essere la data più importante dell’anno: il WPT World Championship, ovvero il torneo finale che comprende tutti i vincitori delle tappe della stagione in corso.
Fino al 2013 il World Championship aveva un buy-in da $25.000 e veniva giocato al prestigioso Bellagio Casinò di Las Vegas. Dallo scorso anno invece il buy-in è stato calato a $15.000 e la location trasferita ad Atlantic City, al meno caro Borgata Casinò.
Quest’anno un’altra importante innovazione per il WPT. È stato cancellato infatti il re-entry, ovvero la possibilità di iscriversi nuovamente al torneo una volta eliminati nel corso dei primi livelli del torneo, quando le iscrizioni sono ancora aperte.
Una importante innovazione che trova d’accordo un icona del poker internazionale come Daniel Negreanu, da tempo a favore di tornei di poker più a dimensione di uomo normale, proprio per permettere anche ai giocatori non professionisti di partecipare in maniera più massiccia a questi eventi.
Negreanu infatti ha sempre dichiarato che i tornei con la possibilità di re-entry sono soprattutto a favore di quei giocatori che possono permettersi di pagare il doppio buy-in. Giocatori professionisti e grandi imprenditori su tutti.
Di contro i giocatori semiprofessionisti e quelli amatoriali partono con un evidente svantaggio. Cosa che scoraggia sempre più questa tipologia di concorrenti a prendere parte agli eventi più importanti, optando per i tornei meno costosi ed impegnativi.
Vedremo se questa innovazione, che è poi un ritorno al passato, possa giovare nell’economia del torneo, con una presenza più massiccia di iscritti.