Non scriveva sul suo blog da un paio di mesi e ci voleva il polverone sollevato da un tweet per convincere Doyle Brunson a farlo. Il decano del poker ha voluto chiarire la sua posizione circa le prossime World Series of Poker.
Non scriveva sul suo blog da un paio di mesi e ci voleva il polverone sollevato da un tweet per convincere Doyle Brunson a farlo. Il decano del poker ha voluto chiarire la sua posizione circa le prossime World Series of Poker.
Non scriveva sul suo blog da un paio di mesi e ci voleva il polverone sollevato da un tweet per convincere Doyle Brunson a farlo. Il decano del poker ha voluto chiarire la sua posizione circa le prossime World Series of Poker.
“Afraid I am finally gonna give in to Father Time and pass on tournament play at WSOP. #toomanyhours”. Ovvero, più o meno: “Temo di dover cedere al tempo che passa ed evitare i tornei delle WSOP #troppeore”. Con questo tweet, inviato ieri mattina, Doyle Brunson ha scatenato un vero e proprio putiferio: la leggenda del poker che per la prima volta non partecipa alle World Series of Poker?
Il tweet ovviamente è stato ripreso da tutti i principali siti di informazione pokeristica, anche in Italia. La risonanza di quella semplice frase, talmente netta da non lasciare spazio al dubbio, come un'onda è tornata indietro, direttamente al legittimo proprietario. Tanto che Brunson ha deciso di scrivere un lungo post sul suo blog ufficiale, cosa che non faceva da due mesi buoni.
“Diamine! Non mi sarei aspettato una tale reazione a catena da un tweet superficiale su Twitter”. Comincia così l'intervento di Texas Dolly, che spiega come dopo quelle poche parole sia stato tempestato di tweet e telefonate riguardanti il suo probabile ritiro. Un ritiro che tuttavia Brunson allontana con convinzione, annunciando come tutta la querelle non sia altro che un semplice malinteso: “Apprezzo l'attenzione e tutto quanto, ma ho dato l'impressione sbagliata“.
Brunson ha scritto che non ha intenzione di smettere di giocare a poker. Semplicemente, per quanto gli piacciano i tornei, ha sempre preferito le partite cash. I tornei ormai sono lunghi, perché i field sempre più grossi, e giocarli significa passare molte ore seduto, prima di arrivare al tavolo finale. Per un giocatore della sua età, la resistenza non è più una delle migliori qualità, così quando gioca a lungo spesso si ritrova a perdere la concentrazione, cosa che prima non gli capitava.
Quindi vedremo Doyle alle WSOP 2013? La risposta in realtà è sibillina: “Non lo so, ma di certo non lo escludo. Dipende da come mi sentirò, se starò giocando bene, come staranno andando le partite cash”. Naturalmente tutti gli appassionati di poker sperano che Brunson continui a partecipare alle World Series e che magari chiuda in bellezza, vincendo un ultimo braccialetto.