Il noto giocatore di poker ha ricevuto il permesso dal giudice di partecipare ai tornei di poker entro i confini dello Paese. A Filippi, che avrebbe dovuto essere in carcere per spaccio di droga, è stata concessa la libertà condizionata.
Il noto giocatore di poker ha ricevuto il permesso dal giudice di partecipare ai tornei di poker entro i confini dello Paese. A Filippi, che avrebbe dovuto essere in carcere per spaccio di droga, è stata concessa la libertà condizionata.
Il noto giocatore di poker ha ricevuto il permesso dal giudice di partecipare ai tornei di poker entro i confini dello Paese. A Filippi, che avrebbe dovuto essere in carcere per spaccio di droga, è stata concessa la libertà condizionata.
Il giudice Ronnie Abrams, del Southern District di New York, ha concesso ad Amnon Filippi di partecipare ai tornei di poker degli Stati Uniti d'America, nonostante la libertà vigilata in cui è stata tramutata la sua condanna al carcere per spaggio di marijuana. In sette mesi, Filippi ha potuto giocare al Mohegan Sun, al Foxwoods, ad Atlantic City e ora a Las Vegas.
Questo perché il Filippi, 43 anni compiuti, doveva andare al lavoro. “Questo è il suo lavoro. Così si guadagna da vivere”, ha raccontato il suo avvocato, Jeremy Schneider, al Daily News. “Sono quelli i posti in cui lavora”. Il poker player, il cui nickname è 'Guts' (anche se i federali, nella loro indagine, lo chiamavano 'Jew E.') è stato arrestato lo scorso ottobre insieme ad altre due persone, nel quartiere del Bronx, a causa di un suo coinvolgimento in quella che negli Stati Uniti si chiama 'grow house' (cioè una sorta di serra dove si coltiva marijuana).
Secondo i federali, i tre si stavano occupando della crescita di un centinaio di piante di marijuana in un magazzino. Filippi è stato accusato e poi rilasciato su cauzione (250.000 dollari). Ha dovuto rinunciare al passaporto e ha dovuto limitare i suoi spostamenti ai distretti Sud ed Est di New York. Gli è stato dato pure un braccialetto elettronico, per assicurarsi che non si desse alla macchia.
Qualche settimana dopo, Filippi ha chiesto al giudice il permesso di recarsi ad Atlantic City per 10 giorni e a Las Vegas per due settimane. Il pubblico ministero ha accolto la richiesta, rimuovendogli il braccialetto. Vista la buona condotta del giocatore in queste due occasioni, alla sua successiva richiesta di andare ad Atlantic City per partecipare a un torneo, il giudice Ronnie Abrams ha dato l'ok.
Di seguito, senza che i federali obiettassero, il giudice ha approvato altri viaggi: al Commerce Casino di Los Angeles, al Bay 101 Casino di San Jose, al Wynn di Atlantic City, di nuovo a Las Vegas per un torneo al Bellagio. E ora il permesso di partecipare alle WSOP 2013 presso il Rio Hotel, da maggio a luglio, a patto di risiedere a casa di un altro giocatore di poker e non in hotel.