Chris Moneymaker: “Salto le WSOP per tutelare mio figlio”. Cambia anche il regolamento, pieni poteri allo Staff in caso di contagi Covid. Frontiere USA-Europa ancora chiuse, che WSOP ci aspettano?

Si avvicina l’inizio delle WSOP a Las Vegas e iniziano ad arrivare anche assenze eccellenti, come quella di Chris Moneymaker che non ha bisogno di grandi presentazioni, e che proprio dalle WSOP ha iniziato la sua parabola vincente, per lui e per tutto il movimento del poker a livello mondiale.

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Si avvicina l’inizio delle WSOP a Las Vegas e iniziano ad arrivare anche assenze eccellenti, come quella di Chris Moneymaker che non ha bisogno di grandi presentazioni, e che proprio dalle WSOP ha iniziato la sua parabola vincente, per lui e per tutto il movimento del poker a livello mondiale.

 

Senza la vittoria di Chris Moneymaker alle WSOP 2003 probabilmente non esisterebbe la storia del poker come la conosciamo oggi, col boom che esplose proprio dopo la sua vittoria a sorpresa partendo da un satellite online che lo rese milionario, proprio come il suo cognome che sembrava scritto apposta da uno sceneggiatore di film o serie tv. Quest’anno però rischiamo di vivere un film dell’orrore e Moneymaker non sarà a Las Vegas per cercare di tornare a fare la storia. Il motivo è il covid.

Queste le parole di Moneymaker a riguardo: “Ho cancellato il mio viaggio al El Paso e a Las Vegas per le WSOP. Il mio figlio di 9 anni non può essere vaccinato e non voglio portare il virus a casa per lui”. Alcuni utenti su Twitter lo hanno attaccato per un eccessivo allarmismo sulla variante Delta ma Moneymaker ha risposto così: “Un mio vicino di casa è morto, lo zio è andato vicino alla morte, bimbi di amici sono in ospedale, un poker player che conoscevo ci ha lasciato per via del Covid-19 Una decina di persone della mia cerchia combatte contro il virus. Io vivo la mia vita lontano dagli altri”.

Sulla questione è intervenuto anche Andy Bloch, laureato al MIT e ritenuto uno dei poker pro più intelligenti: “Il rischio di ospedalizzazione nei bambini in realtà è superiore allo 0,3 su un milione (0,8% tra quelli che sono risultati positivi). Comunque l’asma non è un fattore ad alto rischio”. Gli fa eco Jonathan Hales: “Il rischio di ricovero per il Covid19 nei piccoli dai 5 ai 17 anni è dello 0,3 su un milione”.

Intanto il Covid spinge a novità anche sotto il profilo della gestione. Lo Staff del Rio avrà maggior potere con la possibilità di espellere i giocatori in qualsiasi momento per motivi relativi alla salute o alla sicurezza di tutti, secondo l’articolo 115 del regolamento WSOP che recita così: “In conformità con le regole promulgate dai Centers for Disease Control, (il Rio, Ndr) si riserva il diritto di rimuovere qualsiasi partecipante da qualsiasi evento World Series Of Poker in qualsiasi momento prima o durante l’evento Wsop, completamente e assolutamente a sua esclusiva discrezione, per qualsiasi salute ragione o sicurezza, incluso ma non limitato al fatto che sia stato determinato da Rio e dai suoi criteri che il giocatore è risultato positivo al test Covid-19 o è stato nelle immediate vicinanze (entro 2 metri per 15 minuti accumulati) con una persona che ha testato positivo per Covid-19”.

Nel caso in cui un giocatore venga espulso dal Casino mentre sta giocando un torneo e non ha ancora raggiunto i premi, nessun tipo di risarcimento gli verrà riconosciuto. Se verrà invece espulso in un momento in cui il torneo è già ITM, riceverà il premio della posizione corrispondente al momento in cui viene appunto espulso, come se fosse stato normalmente eliminato. Non sono ovviamente mancate le reazioni negative dei poker players e c’è già un precedente, quello di Upeshka De Silva che non giocò il final table WSOPE 2020 al King’s Resort di Rozvadov dopo essere risultato positivo ad un tampone a pochi giorni da via. In questo modo anche col green pass e il ciclo vaccinale esaurito, nessuno può sentirsi al sicuro.

Insomma, il cammino verso le WSOP 2021 (che iniziano il 30 settembre con lo shuffle up and deal) non sembra facile, aggiungiamoci che al momento i giocatori fuori dagli States sarebbero tagliati dal campionato mondiale di poker perché al momento le frontiere tra gli USA e l’Europa rimangono chiuse.

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