Pubblicato il da Giuseppe "Pidduv" Messineo

Come aveva già annunciato il senatore Franco Mirabelli, capogruppo del Pd nella Commissione Antimafia, ha presentato un'interrogazione sulla liquidità condivisa al ministero dell'Economia e delle Finanze.

 

Adesso è formale la richiesta, del senatore Franco Mirabelli, di fermare la liquidità condivisa. Il capogruppo del Pd nella Commissione Antimafia ha infatti presentato un'interrogazione al ministero dell'Economia e delle Finanze in cui si chiede l'immediato stop delle pratiche per dare l'avvio alle prime partite internazionali di poker online.

Per Mirabelli, il Ministro dell’Economia deve intervenire immediatamente per evitare "l’utilizzo della liquidità internazionale sul poker online nel nostro Paese, in considerazione dei rischi connessi ad un’ulteriore apertura del mercato on line che potrebbe diventare uno strumento per il riciclaggio nell’ambito di operazioni transnazionali".

Una richiesta che sarebbe figlia delle scelte attuali del Governo, sollecitate dal Parlamento, che si propongono di ridurre l’offerta di gioco presente in Italia. E del resto, sempre secondo il senatore, "l’apertura alla liquidità internazionale sul poker online non è prevista né quindi tantomeno imposta da alcuna fonte normativa in Italia, né di natura legislativa né di natura regolamentare".

Ma non è tutto, visto che "sulla base della valutazione sovranazionale dei rischi di riciclaggio di denaro sporco e finanziamento del terrorismo pubblicata dalla Commissione europea il 26 giugno 2017, il gioco online è considerato esposto in maniera significativa ai rischi di riciclaggio. In questo senso il livello di tutela dei giocatori italiani si troverebbe potenzialmente ridotto dall’introduzione di una tale modalità di gioco".

Liquidità condivisa, come andrà a finire?
Liquidità condivisa, come andrà a finire?


Prosegue quindi la lotta personale di Mirabelli contro la liquidità internazionale. Una notizia non certo positiva per chi, come noi, spera nell'immediato lancio del mercato condiviso.

Intanto l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli continua a tacere, segno che si sta lavorare e anche duramente al progetto. Una cosa è certa, se il poker online vuole continuare ad essere un gioco appetibile, ha urgentemente bisogno non solo dell'apertura del mercato a Francia, Spagna, Portogallo e Italia, ma anche a tutte quelle nazioni europee che hanno regolamentato il gioco online e che seguono scrupolosamente tutte le procedure e le norme contro il contrasto del riciclaggio e della ludopatia.