Siamo arrivati al mese di giugno del 2022, la liquidità condivisa nel poker online è già diventata realtà dal 2018 in Francia e Spagna e dal 2020 in Portogallo, mentre in Italia sembra rimanere un sogno irrealizzabile.
Ma quali sono le vere cause per il mancato ingresso dell’Italia nella liquidità condivisa nel poker online? Ci sono possibilità che la situazione si possa sbloccare?
Dopo tanti mesi torno a pubblicare un editoriale su PIW e ho deciso di tornare a scrivere di liquidità condivisa. Sembra incredibile, ma dopo tanti anni di attesa la situazione rimane sempre la stessa, niente liquidità condivisa per i giocatori italiani…costi quel che costi!.

Roma capitale d’Italia
Nel 2017 a Roma venne siglato un accordo poi non rispettato proprio dall’Italia
Beffa delle beffe è proprio l’accordo firmato nella nostra capitale, Roma, nel 2017 tra Italia, Francia e Spagna, per dare il via alla liquidità condivisa nel poker online che doveva avvenire nei primi mesi del 2018.
Ma questa rivoluzione per i giocatori italiani rimase utopia, infatti solo l’Italia alla fine decise di non partire con questo progetto, mentre alla Francia e alla Spagna si aggiunse dopo pochi anni anche il Portogallo, per creare la prima liquidità europea nel poker online a licenza.
In Francia si domandano che fine abbia fatto l’Italia
Isabelle Falque-Pierottin presidente di Anj, l’ente francese di regolamentazione dei giochi qualche mese fa ha dichiarato:
“La liquidità internazionale è un esperienza di successo e ci piacerebbe proprio sapere che fine ha fatto l’Italia. Stiamo ancora aspettando l’adesione da parte del vostro mercato e saremo di certo felici di poter avere con noi anche i giocatori italiani”.

Torneo di poker online
Quali sono le reali motivazioni dello stop italiano?
Personalmente penso che nel 2018 il mercato italiano non fosse “pronto” per una liquidità condivisa. Era una fase dove troppi poker network, o singoli concessionari spingevano per rimanere con una liquidità nazionale, per non perdere le quote di mercato acquisite in Italia e soprattutto non erano pronti per entrare nei mercati francesi e spagnoli.
La sola poker room che si sarebbe enormemente avvantaggiata della liquidità condivisa era Pokerstars, mentre I-poker non era ancora così grande in italia, 888 non era presente come neppure Partypoker, mentre i poker network italiani e diversi concessionari unicamente presenti nel mercato italiano erano fortemente contrari.
Il mercato è maturato e ora si può partire?
Si stanno aprendo spiragli secondo il mio punto di vista per una possibile liquidità condivisa anche in Italia. Pokerstars rimane sicuramente la poker room con maggiori quote di mercato, è presente in Francia, Spagna e Portogallo, ma ora anche I-poker, che lo ricordiamo nel suo poker network ospita diversi top concessionari che operano in Italia (Bet365, Eurobet, Snai, Sisal e tanti altri) opera anche negli altri mercati e potrebbe essere molto interessata al lancio della liquidità condivisa.
Stessa idea sicuramente farebbe piacere a 888 e Partypoker e forse anche al monopolio Italiano, che potrebbe vedere operatori che ora operano senza licenza entrare nel mercato regolamentato e nuovi operatori che ora sono presenti in Francia, Spagna e Portogallo decidere di entrare anche in Italia (Winamax per esempio)
Allargare il mercato potrebbe portare ad un rilancio del poker online?
La risposta è assolutamente affermativa. Il poker online italiano è da anni un gioco in forte calo, per mancanza di nuovi giocatori e soprattutto di investimenti da parte delle poker room online, che hanno preferito dirottare gli investimenti dal poker al prodotto casinò o scommesse sportive.
Sembrano passati secoli, invece sono passati solo pochi anni quando in Tv passavano trasmissioni dedicate al poker, o quando addirittura si poteva vedere una rete televisiva dedicata esclusivamente al poker (pokeritalia24).
Il poker online deve tornare alle origini, ovvero un gioco di inclusione, dove un giocatore può decidere di sedersi ad un tavolo da poker online e giocare con altri giocatori di altre nazioni, su piattaforme da gioco che rispettano le regole europee e nazionali e che ricalchino quello che succede nel poker live, dove ad un tavolo da poker si possono trovare giocatori provenienti da tutto il mondo.
Spero che un giorno questo sogno che accomuna tanti appassionati di poker online possa diventare realtà.
Sono uno dei fondatori di Poker Italia Web, la voce libera del gioco. Sono nel settore dei giochi dal 2009 e oltre al poker sono appassionato di scommesse sportive, criptovalute e viaggi.

