Le decisioni del governo presieduto da Mario Monti, per quanto impopolari, hanno una ben precisa direzione: il debito e in generale i problemi economici del paese andranno a pesare primariamente sulle spalle dei cittadini.
Le decisioni del governo presieduto da Mario Monti, per quanto impopolari, hanno una ben precisa direzione: il debito e in generale i problemi economici del paese andranno a pesare primariamente sulle spalle dei cittadini.
Le decisioni del governo presieduto da Mario Monti, per quanto impopolari, hanno una ben precisa direzione: il debito e in generale i problemi economici del paese andranno a pesare primariamente sulle spalle dei cittadini.
È dunque piuttosto naturale che anche i pokeristi debbano risentire dell’inasprimento fiscale e, in particolare, si parla di un raddoppio del prelievo da parte dello Stato italiano. Anche in questo caso la misura ricadrà completamente sui giocatori e, dunque, sui cittadini. PIW ha voluto tastare il polso alle opinioni dei big del poker online italiano.
«Onestamente non voglio abbattermi in modo critico sull'operato di Monti.» ci scrive Giorgio Favotto, che continua «Penso comunque che, date le circostanze e l'ignoranza diffusa, governo dopo governo si ricada nei soliti vizi di mala-forma.» Dello stesso avviso anche Max Scola che rimarca come «La politica italiana sa preoccuparsi solo del presente senza minimamente pensare a quali conseguenze tali decisioni avranno sul futuro; ma la cosa più grave è che AAMS, che sta parlando con la Francia per un'ipotesi di mercato unito, non sappia riferire allo Stato cos’ha comportato la tassazzione folle sui tavoli cash francesi. Se dovesse veramente passare credo che ci sarà una nuova migrazione sulle punto com».
Di punto com parla anche Alexia Gonalez: «Sto valutando l'idea di trasferirmi all'estero. Ovviamente, per il resto, rimango dell'idea che i miei soldi non li avranno mai!». Migrazione dei pokeristi dunque? Certo, forse è una delle categorie lavorative che più facilmente può prendere questa decisione, dopotutto bastano un PC e una connessione Internet…
Molto interessante la posizione di Armando La Rocca: «Credo che si debba capire qual è il limite oltre il quale l'imposizione fiscale priva il gioco della sua natura di skill game; e penso che prima di tassare ulteriormente un gioco dove le tasse incidono già molto, dovrebbero preoccuparsi di mille altri problemi più gravi e fonte di mancati introiti per lo Stato, anche nell'ambito dello stesso poker come ad esempio le famose “.com”».
Per Pasquale Pellicanò il problema è invece legato al traffico: «Il governo Monti sta cercando di risanare il debito pubblico, anche con buone iniziative. Non lo dico perché la cosa riguardi il sottoscritto e quindi tende a toccare i miei interessi, ma per quando riguarda il poker online sta facendo un grosso errore in quanto il traffico diminuirà diminuendo così i soldi guadagnati dall’aumento delle tasse che si compenseranno col traffico in calo. Per questo motivo credo che questa volta la scelta sia poco azzeccata; certo, noi players dobbiamo far capire che la scelta non è giusta e, da persone intelligenti, organizzare una protesta e non giocare; se invece non riusciamo a staccarci dal gioco per qualche giorno o settimana dovrò dare ragione a Monti e pensare che ha fatto benissimo a prendere provvedimenti che gli hanno consentito di ottenere tutto ciò che desiderava.»
Manlio Iemina mette invece il piede sul freno e ci invita a pazientare per darci tempo e comprendere meglio, anche se al momento «Quello che si evince sicuramente sembra , come al solito, che il poker venga trattato con superficialità senza considerare che sta portando allo Stato introiti importanti. Non vorrei che volendo spremere troppo il settore si ottenga l'effetto contrario…» Il sunto della situazione è quello di Alessandro Caria. «Penso che le .it sono già abbastanza tassate e un'ulteriore tassazione può far solo del male al movimento».