Raffaele Lauro porta Poker Generation sui banchi del parlamento

Dopo le proteste di Marco Polizzi è il turno di Raffaele Lauro, senatore schierato tra le fila del PDL che in mattinata ha presentato un'interrogazione parlamentare al governo Monti per sapere se Poker Generation abbia ricevuto fondi pubblici.

Dopo le proteste di Marco Polizzi è il turno di Raffaele Lauro, senatore schierato tra le fila del PDL che in mattinata ha presentato un'interrogazione parlamentare al governo Monti per sapere se Poker Generation abbia ricevuto fondi pubblici.

Non è ancora uscito nelle sale eppure Poker Generation fa già parlare di sé e i toni sono più che mai accesi. Dalla carta stampata però il dibattito è finito in parlamento dove il senatore PDL Raffaele Lauro ha presentato stamani un’interrogazione parlamentare urgente per sapere «[…]se questo film abbia beneficiato, direttamente od indirettamente, di fondi pubblici, a livello nazionale o regionale; se l'ideologia di fondo di quest'opera possa essere inquadrata nell'ambito della libertà di espressione artistica, garantita dalla nostra Costituzione, o, piuttosto, debba esse considerata alla stregua di un'opera promozionale e pubblicitaria del gioco d'azzardo.»
 

Lauro continua parlando di un film che a suo dire «[…] esalta, in forma totalmente acritica e a tratti apologetica, il gioco d’azzardo (poker), come modo per riscattarsi dalle ingiustizie della vita e come percorso esistenziale per uscire dalla miseria (curare bambine e riscattare padri ubriaconi); che presenta il poker come un’opportunità sociale, espressione del merito e della legalità; che incentiverà ulteriormente l’epidemia dell’azzardo in atto nel nostro paese, causa di una devastazione sociale delle famiglie italiane e di una lacerazione del tessuto più debole della comunità nazionale.»
 

Siamo di fronte a un lungo spot pubblicitario o a un vero e proprio film? La domanda risulta tutto sommato spontanea visto che le critiche ricevute dal lungometraggio sino a questo momento sembrano essere incentrate più sull’univocità del messaggio che non sul poker in sé. Nonostante alcune informazioni in merito alla trama siano disponibili, ho deciso di sospendere qualsiasi tipo di giudizio personale fino al momento in cui non avrò effettivamente visto il film. Certo è che il plot narrativo scelto è molto rischioso e presta il fianco alle polemiche. Due giorni e sapremo.

 

D'altro canto è divertente l'azione di Lauro che si fa paladino contro il gioco d'azzardo liberalizzato dal suo stesso schieramento politico durante il caduto governo Berlusconi dimenticando, come spesso accade in politica, che il presente è figlio di un passato del quale, per ingombrante e poco lusinghiero che sia, le persone più attente ricordano la paternità.

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