La satira colpisce tutto e tutti e quando è fatta bene, come di solito fa Maurizio Crozza, può essere un grande veicolo culturale. A volte però rischia di diventare demagogica e per questo inefficace, soprattutto quando è costruita su false verità.
La satira colpisce tutto e tutti e quando è fatta bene, come di solito fa Maurizio Crozza, può essere un grande veicolo culturale. A volte però rischia di diventare demagogica e per questo inefficace, soprattutto quando è costruita su false verità.
La satira colpisce tutto e tutti e quando è fatta bene, come di solito fa Maurizio Crozza, può essere un grande veicolo culturale. A volte però rischia di diventare demagogica e per questo inefficace, soprattutto quando è costruita su false verità.
Purtroppo è quello che è successo nella recente puntata televisiva di 'Crozza nel paese delle meraviglie', splendido programma che va in onda su La7 in cui un fuoriclasse della satira come Maurizio Crozza espone i suoi sempre pungenti monologhi. Questa volta però lo show man ha peccato di superficialità parlando di poker live in termini, per lo meno, approssimativi.
Del resto basta una minima conoscenza per capire che tra un torneo di poker dal vivo e il gioco d'azzardo ci passa un mondo. Un mondo costruito, come lo stesso Crozza ha giustamente detto, tra gratta e vinci, slot machine e miracolosi numeri in grado di dare l'eterna felicità. Le 1.000 licenze di poker, che ovviamente non arriveranno mai, non incrementerebbero un male, anzi probabilmente lo renderebbero più controllabile, visto che si continua a giocare live 'illegalmente' in tutta Italia.
Quelle espresse da Crozza sono comunque inesattezze che derivano da un informazione generale sbagliata che gli stessi politici, che dovrebbere interessarsi del fenomeno poker live, pubblicizzano in maniera a dir poco incomprensile. Per questo chi scrive non da nessuna colpa a Crozza che, tra l'altro, nel suo programma esprime quasi sempre il pensiero popolare.
Da fastidio però che un professionista come il comico genovese sia caduto in una serie di errori comuni che spesso vengono commessi in televisione da politici inprovvisati e giornalisti disinformati. Detto questo si può certamente condividere l'attacco al settore del gioco italiano, ma di certo va evidenziato come per l'ennesima volta questo attacco sia stato creato su una sfilza di imprecisioni come quella delle 1.000 licenze del poker, che invece potrebbero regolamentare un settore in pieno caos e tutelare sia gli imprenditori che i giocatori.
Guarda il video del programma 'Crozza nel paese delle meraviglie' cliccando qui.
Da anni sono appassionato di poker sia live che online e mi diverto a scrivere di texas hold’em. Mi piace viaggiare, leggere e giocare a calcio.