Scade anche il termine del 31 gennaio 2013 e nessuna buona nuova è arrivata per il poker live italiano. Niente bando di gara, niente nuove sale di poker live regolamentate e niente nuovi introiti per lo stato in forma di tasse. Tutto ancora rimandato.
Non è stata rispettata, anche se era ampiamente prevedibile, la data del 31 gennaio per definire finalmente il regolamento per la riapertura dei circoli di poker live nel territorio italiano. Tutto rimandato quindi al nuovo governo ed alla prossima scadenza che pare essere il lontanissimo 30 giugno, ancora una volta come già successe nel 2012.
Sono sempre mille le concessioni che l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato conta di mettere al bando una volta definito il regolamento del poker live. Cosa che pare non accadrà a stretto giro. Quindi resta tutto bloccato e in uno stato di preoccupante empasse. Delusi gli operatori di mercato che aspettano ormai dal lontano 2009 una risoluzione della questione.
Da sottolineare che nelle previsioni prodotte dal Ministero dell’Economia nel 2011, nella relazione allegata alla Manovra Finanziaria voluta da Tremonti, gli italiani avrebbero giocato nel 2012 per una cifra stimabile intorno al miliardo di euro con 500 poker room live funzionanti e ovviamente sotto il controllo di AAMS. Sarebbero quindi arrivati €30 milioni allo stato sotto grazie alla tassazione sul volume di gioco e altri €50 milioni con l’assegnazione delle licenze, la cui base d'asta è di €100.000. Senza contare il numero di nuovi posti di lavoro, 20.000 secondo le stime, che il movimento avrebbe portato.
Numeri che pare non sensibilizzino affatto i politici di casa nostra impiegati attualmente più nelle promesse della campagna elettorale che a prendersi a cuore i reali problemi del nostro paese. Ultimo tra tutti, ma pur sempre da non tralasciare, la regolamentazione del poker live.