Nei primi tre mesi del 2013 forte calo della spesa per tutti i giochi!

Continuano ad arrivare brutte notizie dal comparto dei giochi italiani. Secondo i dati raccolti da AAMS, infatti, anche nel primo trimestre di quest'anno c'è stato un forte calo della spesa con numeri che confermano il trend negativo partito nel 2012.

Continuano ad arrivare brutte notizie dal comparto dei giochi italiani. Secondo i dati raccolti da AAMS, infatti, anche nel primo trimestre di quest'anno c'è stato un forte calo della spesa con numeri che confermano il trend negativo partito nel 2012.


A comunicare la situazione attuale dei giochi, sia online che live, è Luigi Magistro che ribadisce come anche in questo particolare settore sia più che mai presente la crisi che oramai attanaglia l'intera economia italiana: “Nel primo trimestre del 2013 l'intera spesa per il gioco è in forte calo, questo conferma il trend negativo che nel 2012 aveva portato ad una diminuzione dei ricavi lordi del 3%“.

Il vicedirettore dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli intervenuto a margine dell'audizione sul gioco online in programma oggi a Bruxelles, evento organizzato dal Comitato Economico e Sociale Europeo, ha continuato affermando che: “Nel 2012 i ricavi lordi, la raccolta complessiva escluse le vincite restituite, per tutti i giochi regolamentati sono stati di circa 17 miliardi di euro, e hanno portato allo Stato oltre 8 miliardi di euro in entrate fiscali“.

Numeri che, per la prima volta, hanno manifestato una diminuzione del 3% dei ricavi lordi di tutti i giochi rispetto ai dati del 2012. Trend che purtroppo si è confermato anche Il vicedirettore dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopolinei primi tre mesi del nuovo anno:

 

Tale diminuzione corrisponde al calo della spesa in consumi delle famiglie italiane, conseguenza dell'attuale recessione economica. Il caso italiano dimostra come il noto luogo comune del carattere anti-ciclico dei giochi sia fondamentalmente errato. Sulla scorta della nostra esperienza, non sono d'accordo quando si afferma che la crisi attuale spinge sempre più persone a giocare online, anzi sono certo che sia vero esattamente il contrario. Indipendentemente dal rischio generale di gioco problematico o compulsivo, se diminuisce la disponibilità economica delle famiglie, anche la spesa per il gioco online viene tagliata, come per tutti gli altri servizi di intrattenimento“.

Magistro ha poi chiuso il suo intervento a Bruxelles, si legge su Agicos, parlando del discusso tema della tassazione:

 

Per poter rendere il prodotto legale competitivo con quello illegale, occorre adottare, nel gioco online, una tassazione ragionevole e pertanto le entrate fiscali sono relativamente ridotte, sicuramente incomparabili con quelle derivanti dalle slot machines e dalle lotterie. Non è regolamentando il gioco online che si risolvono i problemi di bilancio dello Stato“.

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