Giovanni Rizzo: “A Venezia ho runnato good in real life, però che amarezza il National”

Dopo un fantastico inizio Giovanni Rizzo ha dovuto dire addio al sogno di vincere il WPT National di Venezia a causa di un paio di mani veramente sfortunate. Poco male, il pro del team GDpoker si è subito consolato con il sì della sua amata Kara Scott.

Dopo un fantastico inizio Giovanni Rizzo ha dovuto dire addio al sogno di vincere il WPT National di Venezia a causa di un paio di mani veramente sfortunate. Poco male, il pro del team GDpoker si è subito consolato con il sì della sua amata Kara Scott.


Non è andato nel miglior modo possibile il primo impegno stagionale di Giovanni 'Gioriz' Rizzo, eliminato nel Day2 del World Poker Tour (WPT) National dopo aver chiuso in testa al chipcount a fine Day1A. Un'eliminazione che brucia ancora per tantissimi motivi, primo tra questi la voglia di far bene con GDpoker in una città come Venezia, che rappresenta per il 29enne pro padovano una seconda casa:

“Venezia per me voleva dire tante cose: l’inizio della mia stagione live 2013 con GDpoker, una vetrina importante per me e il mio sponsor, la vicinanza con Padova dove per tanti anni ho vissuto e che mi fa sempre sentire come se giocassi 'in casa', e il fatto che Venezia sarebbe stata poi pochi giorni dopo teatro di uno dei momenti più belli ed importanti della mia vita. Per tutto questo, e molto altro, sono arrivato a questa trasferta bello carico, riposato, e focused”.

Motivazioni che hanno spinto il pro targato GDpoker a partire subito forte con un Day1A davvero strepitoso chiuso in testa con 138.900 chips. Purtroppo il Day2 non è andato come si sperava: “Il redraw del day2 non è stato dei migliori con Datino, il buon 'supermet' Perati con stack consistente, Alex Longobardi, Rocco Palumbo e sul finire anche Giovanni Rizzo e Kara May ScottJezebel e Lacay per un tavolino niente male. La mia alta frequenza di 3bet 4bet e squeeze inziale onestamente era dovuta più che altro ad un buon rush di carte, ma poi ho visto che la mia immagine “deteriorarsi”, il che in realtà è un bene. Ad un certo punto sono stato infatti 4bet/foldato per quasi mezzo stack da un signore che si 'era stufato' (parole sue).

Dopo quella mano sono diventato chipleader del torneo con circa 200.000. Poche mani dopo, ecco il fattaccio. Su bui 500-1.000 ante 100 da utg raise di perati a 2.100, flat da middle e io ho spilatto due begli assoni rossi. 3bet mia a 7.200, 4bet di Mario a 15k, five bet mia a 31K e shove di Supermario per 110K per il più classico dei cooler: AA vs KK – il tutto mentre il signore alla mia destra dichiarava: “I folded KQ”. Vabbè, per farla breve dolorosissimo mono-K river per megapot da 230K che mi avrebbe portato a 5X average. Sono rimasto con circa 60K risalendo anche discretamente, finchè su board 994 con due cuori su 3bettato mio con K9 sono finito ai resti vs AJ di cuori che ha chiuso colore e sostanzialmente con esso il mio torneo, trovandomi ad uscire poche mani dopo 44<88″.

In due mani arriva l'out che lascia il segno, tanta amarezza fortunatamente cancellata pochi giorni dopo con il si pronunciato della bella Kara Scott: “Dopo una bad beat story, devo comunque ammettere che nella vita ho spesso runnato 'inversamente proporzionale' tra real life e poker: pochi giorni dopo il torneo, nella stessa splendida cornice delle calli veneziane, ho chiesto la mano alla donna dei miei sogni. Mi ha detto di sì, e sono ora ufficialmente l’uomo più fortunato del mondo“.

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