Dopo l’annuncio di due giorni fa riguardante i rimborsi dei conti gioco di Full Tilt Poker intestati a players italiani sono fioccate le polemiche nei confronti della condotta di PokerStars. Vediamo le risposta del Poker Room Manager.
Dopo l’annuncio di due giorni fa riguardante i rimborsi dei conti gioco di Full Tilt Poker intestati a players italiani sono fioccate le polemiche nei confronti della condotta di PokerStars. Vediamo le risposta del Poker Room Manager.
Dopo l’annuncio di due giorni fa riguardante i rimborsi dei conti gioco di Full Tilt Poker intestati a players italiani sono fioccate le polemiche nei confronti della condotta di PokerStars. Vediamo le risposta del Poker Room Manager.
Il comunicato ufficiale di PokerStars.it sulle questione riguardante i fondi dei conti gioco di Full Tilt Poker congelati dalla chiusura della red room, poi riaperta sotto la proprietà di Pokerstars, ha sollevato un vespaio di polemiche e pareri quasi completamente unanimi.
L’impossibilità di restituire il denaro anche sotto forma di bonus da rigiocare, per questioni legali, e l’idea di rimettere comunque in gioco l’intero ammontare dei soldi presenti sui conti di Full Tilt Poker dei giocatori italiani sotto forma di tornei e promozioni aperti a tutti hanno ovviamente scontentato i reali titolari di quei soldi.
Ecco cosa ha risposto Sandro, Poker Room Manager di PokerStars.it, a chi ha criticato questa scelta della poker room:
– Questione bonus.
La prima soluzione pensata da PokerStars per “restituire” i fondi ai giocatori Italiani di Full Tilt era stata quella dell’accredito di un bonus pari all’importo detenuto sul conto Full Tilt.
Per PokerStars si sarebbe trattato della soluzione
a) più semplice dal punto di vista tecnico:
b) che maggiormente avrebbe incontrato il favore dei giocatori interessati
c) più rapida da attuare e pertanto quella che ci avrebbe consentito di chiudere la questione Full Tilt diverso tempo fa senza generare malcontento fra i nostri giocatori (il malcontento dei nostri giocatori non rientra fra i nostri obiettivi aziendali).
Tale soluzione, come evidenziato nel comunicato di ieri, è stata sottoposta al vaglio delle autorità competenti per verificarne la fattibilità e l’assenza di rischio per PokerStars e per i giocatori.
Purtroppo, quanto venuto fuori da tali consultazioni è stato il fatto che – in caso di accrediti di bonus per un importo cosi’ grosso (e cosi facilmente riconducibile alla questione Full Tilt) – PokerStars sarebbe stata sottoposta ad accertamenti per verificare le ragioni di tali accrediti.
Se fra le ragioni vi fosse stata quella della volontà di rimborsare ai giocatori una somma derivante da un’attività illecita (che la cosa ci/vi piaccia o meno, di attività illecita si trattava), avremmo corso il rischio di essere accusati (ed eventualmente condannati) di favoreggiamento, cosi’ come spiegato all’interno del comunicato emesso ieri. Ed il rischio – come evidenziato nel comunicato – vi sarebbe stato anche per i giocatori.
– Questione “promozioni di PokerStars con i nostri soldi”.
Come alcuni (pochi) hanno evidenziato, tali soldi – indipendentemente dalla loro paternità nel 2011 – semplicemente non esistono più dalla data del Black Friday. Pertanto è incorretto parlare di promozioni effettuate da PokerStars con I soldi dei giocatori di Full Tilt. I soldi investiti da PokerStars nelle promozioni che andranno sotto il nome di Tilt Mania sono soldi messi in gioco dall’azienda.
Lo scopo non è certamente quello di farsi belli senza spendere una lira (come da alcuni sottolineato in linguaggio meno aulico). Lo scopo del set di promozioni è quello di cercare di “ammortizzare” il disappunto dei giocatori nel modo migliore possibile alla luce delle restrizioni e limitazioni imposteci. Infine, vi domando perché, a vostro avviso, PokerStars – dopo aver sborsato di tasca propria oltre 700 milioni di dollari per Full Tilt – avrebbe dovuto cercare di risparmiarne 2 scontentando in tal modo i propri clienti italiani, con l’aggravante ulteriore di aspettare, piuttosto sadicamente, due anni prima di farlo.
Ciascuno si darà la risposta che preferisce, e non pretendo certamente che mi consideriate portatore della verità assoluta. Tuttavia, lavorando in questa azienda da diversi anni, e come rappresentante di essa, vi assicuro che la soddisfazione dei nostri clienti è importante sia dal punto di vista del business, sia da quello della nostra gratificazione personale, e che davvero non avremmo avuto ragioni per adottare due pesi e due misure nei confronti dei giocatori di diverse nazioni se questo non fosse dipeso da ragioni che vanno oltre le nostre possibilità di azione e decisione.