Il player umbro Carlo Braccini specifica su facebook il procedimento che lo ha portato a vincere la querelle con l’Agenzia delle Entrate per quanto riguarda la tassazione sulle vincite ottenute nelle case da gioco europee.
Il player umbro Carlo Braccini specifica su facebook il procedimento che lo ha portato a vincere la querelle con l’Agenzia delle Entrate per quanto riguarda la tassazione sulle vincite ottenute nelle case da gioco europee.
Il player umbro Carlo Braccini specifica su facebook il procedimento che lo ha portato a vincere la querelle con l’Agenzia delle Entrate per quanto riguarda la tassazione sulle vincite ottenute nelle case da gioco europee.
La notizia di ieri che la Commissione Tributaria di Roma ha annullato un accertamento della Agenzia delle Entrate sulle vincite di un giocatore di poker live in un casinò estero ha avuto molta risonanza. Ed i commenti su facebook non hanno tardato a farsi attendere, a partire da quelli dei diretti interessati che hanno mostrato soddisfazione.
Uno su tutti, Carlo Braccini, che sta lottando ormai da anni, e continuerà a farlo, per difendere le proprie vincite ottenute in particolar modo in Slovenia. Ma anche in Repubblica Ceca e Spagna. Tutti paesi della comunità europea e che provvedono ad incassare la tassazione alla fonte, come accade in Italia.
Secondo la sentenza del Tribunale amministrativo, la doppia tassazione è contraria alle leggi della comunità europea, ma a quanto pare l’AdE italiana non ci sente. O non vuole sentire. E, come recita un vecchio detto, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Carlo Braccini ha scritto sul social network la lettera ricevuta dal proprio avvocato incaricato della vicenda: “Buonasera sig. Braccini,
Come da accordi, in allegato Le invio copia della comunicazione in oggetto, proveniente dalla Commissione Europea. Come può verificare Lei stesso attraverso il documento allegato, il Governo italiano ha dieci settimane di tempo per fornire chiarimenti.
Dalle comunicazioni che ho ricevuto anche per i sigg. M. C. di Grado (GO) e BLANCO C., rilevo che il numero EU Pilot è per tutti lo stesso 5571/13/TAXU: da ciò deduco la formale riunione delle tre denunce, di cui aveva segnalato noi stessi l’opportunità.“
Citato quindi anche Cristiano Blanco, sulla stessa barca di Braccini in questa lotta allo Stato italiano. In pratica le denunce sono tutte archiviate sotto lo stesso numero di protocollo da parte della commissione della giustizia europea, quindi soggette ad unica analisi.
La cosa più triste, e che lo stesso Braccini specifica, è che l’Agenza delle Entrate (o Equitalia che sia) continua a mandare cartelle con la richiesta del pagamento delle tasse sulle vincite ai tornei di poker live nei casinò europei malgrado le sentenze dei Tribunali gli diano torto. E così, dopo il ricorso per l’anno 2006, il player umbro, così come gli altri, dovranno fare ricorso per l’anno 2007, per il 2008…
Una situazione paradossale ed assurda che, alla fine, si rivelerà solo uno spreco di tempo e soldi tanto per i ricorrenti che, e soprattutto, per la stessa Agenzia che è, è bene ricordalo, un ente pubblico finanziato con i soldi dei contribuenti.
bisognerebbe dire a questi signori che impiegassero il proprio tempo lavorativo, lautamente retribuito, per perseguire i veri evasori e non quelli che hanno agito nel pieno rispetto delle regole. Ma siamo in Italia e, purtroppo, certe cose non cambieranno mai.