Mentre quasi tutti i più forti pro azzurri saranno impegnati a breve a colpi di all-in al Festival del poker di Praga, il buon Riccardo Lacchinelli si gode invece la sua splendida famiglia, composta da tre magnifiche figlie, e si diverte ai tornei low buy-in made in Italy.
Noi di PIW l’abbiamo dunque raggiunto e oltre a chiedergli del perchè di tale decisione di dire “addio” agli Ept, gli abbiamo chiesto alcune cose sulla sua vita da pokerista, dagli inizi ad oggi appunto, lui che otre ad essere tra i giocatori italiani ad aver collezionato più presenze nei maggiori tornei nazionali e internazionali, è anche tra i giocatori “personaggio” del poker italiano e basta dire un “Vamooos” per affermare tutto ciò.
Ciao Riccardo e grazie per la tua disponibilità. La prima domanda, curiosità che ti rivolgo è la seguente: ti sei mai sentito un poker pro con la P maiuscola, o in tutti questi anni hai sempre approcciato il texas hold’em come puro divertimento? Insomma hai mai vissuto con l’ansia di dover fare per forza risultato?
Ciao Francesco e grazie a te per queste intervista. Guarda inizio subito rispondendoti alla seconda di domanda, dicendo che io ansia da prestazione non l’ho mai avuta e ti spiego anche il motivo. Perchè aldilà del fatto di essere un poker pro p meno, quando inizi fin da subito a centrare dei discreti risultati con una certa continuità, giochi più sereno e l’ansia tende a non sopraggiungere quasi mai, anche perchè saper gestire l’ansia è una delle prime cose che devi imparare quando inizio a giocare tutti i mesi o anche tutte le settimane. Poi certo il risultato finalizza la tua prestazione, giochi (lavori) per uno scopo, vincere, guadagnare. Giochi, anche bene, e poi non porti a casa nulla, ovviamente ti rode. Però non devi mai farti fregare dall’ansia di fare per forza risultato e a tal proposito ti racconto un aneddoto.
Ept di Praga, mio primo Itm, era il torneo che poi avrebbe vinto Bonavena e io durante il torneo ero capitato al tavolo con Duhamel, era fine 2008 e lui nel 2010 si sarebbe laureato campione del mondo vincendo il main event delle Wsop. Mi ritrovai a parlare con lui sopratutto perchè volevo chiedergli una cosa: come era possibile che dopo aver centrato due Itm di fila all’Ept ha poi collezionato 15 tornei di fila senza andare a premio. Gli ho chiesto stai giocando peggio? Lui semplicemente mi ha detto no, semplicemente non sono arrivato. Ecco, bisogna sempre essere coerenti con il proprio gioco e non farsi mai prendere dall’ansia. Tornando alla domanda, beh, non ho mai sofferto da ansia da prestazione, anche se quando non arrivi a volte ti girano, ma è normale.
Ora per quanto riguarda se mi reputo un poker pro con la P maiuscola, ti dirò: io mi sono sempre definito un papà del poker, ho tre bimbe, la mia p di pro sta per privilegiato, nel senso che all’inizio ho avuto la fortuna e l’abilità di approcciare al poker nel modo giusto, questo mi ha permesso di avere subito una sponsorizzazione, prima con il team delle Fuori Rosse e poi nel 2010 con Snai, e avere uno sponsor ti aiuta tanto, sopratutto a non soffrire da ansia da prestazione come dicevamo prima, anche se io non ho mai avuto contratti a sei cifre. Mi reputo privilegiato, d’altronde dal nulla mi è successa questa cosa che io reputo magica, Dal nulla fai i primi risultati e poi… e poi sono diventato un personaggio anche per la mia parlantina, la mia simpatia e il mio tuttora famoso ‘Vamos’. In fretta sono diventato il personaggio del momento e questo mi ha aiutato anche ad entrare in contatto con il mondo della Tv, con Caressa che mi ha scelto come compagno per commentare il poker su PokerItalia24.
Se mi guardo indietro, devo dirti, mi rendo conto che mi è successo una cosa davvero bella, che mi ha permesso di vivere dal 2009/2010 in poi come se fossi un pro a tutti gli effetti, nel senso che ho smesso di occuparmi del lavoro che avevo prima, dove mi occupavo di import export per l’azienda di famiglia e dedicarmi totalmente al poker. Sono dunque un Pro atipico e sopratutto un Papà Pro.
Ora, riccardo, come sai il poker è cambiato molto nel corso degli anni, c’è stato un boom iniziale e oggi siamo ben lontani da quegli anni. Ecco secondo te ci sarà mai un nuovo effetto Moneymaker?
Il poker come dici tu è cambiato tantissimo, ma un nuovo effetto Moneymaker non ci sarà più secondo me. In Italia, inoltre, per quanto mi riguarda l’effetto Moneymaker c’è stato nel 2007 nel torneo antesignano dell’Ipt il Pro con un buy-in da 2200€. Quello fu il primo evento dove davvero c’erano tutti i più forti giocatori italiani del momento, dove gli iscritti furono circa 350, contro una media che fino ad allora era stata sempre di circa 150, solo in seguito si sono fatti i grandi numeri, e quel torneo, che fu vinto da Filippo Candio, ricordo che fu così importante perchè era la prima volta in Italia che ci sarebbe stato il tavolo televisivo, che sarebbe andato poi in onda su Italia Uno se non erro. Io c’era e feci bolla del tavolo televisivo e non ti nascondo che rosicai parecchio, per una sola posizione avevo perso l’opportunità di andare in tv e farmi conoscere. Beh, poi sappiamo tutti che la gente ha imparato a conoscermi bene tanto che negli anni del boom facevo una media di circa quattro foto a settimana. Oggi tutto questo non c’è più, tutto si è ridimensionato. Non c’è più quell’interesse, è passata la moda.
Secondo te può essere un problema legato al fatto che il poker non sia un gioco poi così spettacolare per chi lo guarda, lo segue da casa?
Assolutamente no, il poker per me rimane televisivo. Non credo sia un problema di noia. Certo oggi non è più una novità, a seguirlo rimane lo zoccolo duro degli appassionati, la magia degli inizi è passata, ma non credo sia un problema legato al fatto che il poker non possa attirare attenzione. Qualche anno fa d’altronde il poker era quasi diventato il quarto quinto sport in Italia, dopo calcio, tennis, basket, pallavolo, motori, forse c’eravamo noi.
Bene, affrontiamo ora all’argomento del giorno e dicci cosa ne pensi del divieto di pubblicità del gioco d’azzardo, che il governo come sai vuole attuare per combattere la Ludopatia?
Avendo tre figlie sto sempre attento a cosa mandano in televisione. Dunque io devo dirti che sono del parere che la pubblicità va fatta ma la cosa deve essere gestita con intelligenza. Sono dunque favorevole alla pubblicità ma andrebbe studiato un piano per preciso, mandarla in certi orari etc… Quello che non mi va giù è che spesso si parla solo di poker, come se fosse l’unico e vero problema da affrontare, quando il vero problema sono le vlt, che sono quelle che muovono più soldi e che colpiscono un determinato numero di persone, più sensibili.
Le tue figlie le avvicineresti al gioco?
Certamente si, perchè io sono convinto che il texas hold’em non abbia nulla a che vedere con il gioco d’azzardo e che definirlo poker sportivo non sia solo un’intelligente operazione di marketing. Già ora che sono piccole a volte giochiamo con le carte e le chips.
Siamo quasi arrivati alla fine di questa nostra chiacchierata e ti chiedo andrai a Praga?
No e ti spiego il perchè. Parto dall’anno scorso quando di comune accordo con Snai abbiamo deciso di interrompere il mio rapporto con loro, dato che avendo tre bimbe, ormai avevo altre priorità, tra cui quella di fare il papà. Ho smesso dunque per lo stesso motivo di giocare anche gli Ept e sopratutto i tornei giocati all’estero. Una decisione presa devo dirti anche per la questione tasse. Io senza fare nomi ho molti amici che ancora stanno pagando l’Agenzia delle Entrate per i guadagni centrati nei vari tornei giocati nei casinò all’esterno, e questo nonostante la corte europea abbia dato come sappiamo delle risposte. Dunque preferisco giocare i vari tornei low buy-in che ci sono qui in Italia, come il Barracuda che sto per giocare da poco, tornare a casa la sera con tutta tranquillità e stare assieme alle mie figlie se possibile. All’estero è giusto che vadano le nuove leve del poker Made in Italy, io tiferò per loro da casa, perchè se vincono sono contento, per loro, ma anche perchè è l’Italia a vincere.
Ultima poi ti lascio, la Picca IPT la cambieresti con cosa?
Non ci ho mai pensato. Mi ha fatto un piacere enorme vincerlo, ma come già detto non è la finalizzazione della mia carriera. Tuttavia, non so con cosa la scambierei, perchè non c’ho mai pensato, ma posso dirti che non è la cosa più importante che ho in casa, tengo molto di più alle foto con le mie bambine. La cambierei quindi con tante cose ma non saprei dirti quale.
Bene Riccardo siamo arrivati alla fine e ti lascio alla tue cose, gentile come sempre ti auguro un grosso in bocca a lupo per tutti i tuoi progetti futuri, pokeristici e non. Ciauuu
Ti ringrazio tanto e Vamoooos.