Il capo del Gioco a distanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Francesco Rodano, è tornato a parlare di liquidità internazionale durante una conferenza a Londra e lo ha fatto in termini non positivi: “Il progetto è fermo. Francia e Spagna non sono pronte!”
Brutte notizie per gli appassionati del poker online. La tanto ‘desiderata’ liquidità internazionale sembra infatti destinata, almeno per il momento, a restare soltanto un sogno. A confermarlo è Francesco Rodano, capo del Gioco a distanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: “Di liquidità condivisa si sta parlando sempre meno, forse perché nel caso del poker solo uno o due grandi operatori avrebbero dei vantaggi“.
Parole che purtroppo lasciano il segno in un momento in cui sembrava potesse finalmente cambiare qualcosa, soprattutto dopo che la Francia aveva ufficializzato un nuovo emendamento presentato qualche giorno fa in sede di esame al Senato. Ed invece Rodano punta il dito proprio sui transalpini e la Spagna, che a suo dire non sarebbero ancora pronte per un passo del genere.
Insomma, serve un intesa che forse non arriverà mai: “Per far funzionare tutto servono standard comuni, altrimenti il gioco non funzionerebbe. L’Italia è disponibile a compiere un passo verso la liquidità internazionale ma ci manca… il partner. Spagna e Francia per motivi diversi, relativi a questioni di Governo e di legge sul gioco online, non sembrano pronte. Magari si può esplorare la possibilità di discuterne con il Regno Unito“.
Ed allora, come si legge su Agipronews, occorre sondare anche altri lidi, alla ricerca di una soluzione ideale e forse più concreta: “Per arrivare a degli standard comuni servirebbe prendere il meglio dai sistemi di ciascun paese, in realtà trentuno regolatori europei sono da anni seduti attorno allo stesso tavolo ma alla fine ciascuno stato membro decide le
proprie regole del gioco. Abbiamo avuto tanti incontri, diverse rappresentanze sono venute dall’estero in Aams per studiare il modello italiano e spesso hanno scelto strade diverse.
L’effetto è molto negativo, gli operatori devono affrontare costi altissimi per adeguarsi ai mercati esteri e, in effetti, quelli che riescono a farlo poi controllano i mercati internazionali. D’altra parte, invece, molti non ce l’hanno fatta e hanno lasciato l’Italia per investire in altri paesi o, in qualche caso, tornare nel mercato non regolamentato.
In Italia, dare delle regole al gioco online è stato molto complicato. Ogni volta che un gioco è stato legalizzato, è stato necessario spiegare al Governo i motivi della scelta: tutto il contrario del modello inglese, nel quale il mercato di fatto si regola da solo“.
Da anni sono appassionato di poker sia live che online e mi diverto a scrivere di texas hold’em. Mi piace viaggiare, leggere e giocare a calcio.