Parere favore quello espresso, in sede consultiva, al disegno di legge europea e alle disposizioni sulla tassazione delle vincite all’estero, nella terza commissione Affari esteri del Senato. Parliamo del disegno di legge europea 2015.
Parere favore quello espresso, in sede consultiva, al disegno di legge europea e alle disposizioni sulla tassazione delle vincite all’estero, nella terza commissione Affari esteri del Senato. Parliamo del disegno di legge europea 2015.
Parere favore quello espresso, in sede consultiva, al disegno di legge europea e alle disposizioni sulla tassazione delle vincite all’estero, nella terza commissione Affari esteri del Senato. Parliamo del disegno di legge europea 2015.
La DDL europea 2015 nell’articolo 5 parifica la tassazione delle vincite nei Casinò oltre frontiera, mettendo così l’Italia a riparo da una procedura d’infrazione Ue. Durante l’ultima seduta il presidente Chiti (Pd) ha comunicato che sono pervenuti 64 emendamenti e 13 ordini del giorno. Tra questi, due proposte emendative a prima firma Candiani (Lega) in cui il senatore suggerisce di sostituire i commi 3 e 4 dell’articolo 5 con i seguenti: “agli oneri derivanti dall’attuazione del presente articolo, valutati in euro 3,96 milioni per l’anno 2017 e 2,32 milioni a decorrere dall’anno 2018, si provvede mediante corrispondente aumento della misura del prelievo erariale unico sugli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a) e lettera b) del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773”.
In relazione all’articolo 5 disposizioni sulla tassazione in Italia delle vincite ottenute nei casinò dell’Unione Europea o dello Spazio economico europeo, il relatore Alessandro Maran (Pd), nell’illustrare il testo, ha fatto osservare che le infrazioni “ammontano a 91, di cui 69 per violazione del diritto dell’Unione e 22 per mancato recepimento di direttive, in lieve diminuzione rispetto allo scorso anno. Evidenzia che il provvedimento in esame affronta in particolare due procedure d’infrazione (in materia di energia e di sede operativa della Società Organismi di Attestazione) e nove casi EU Pilot (relativi, fra gli altri, alle etichettature alimentari, alla caccia, alle vincite in case da gioco e alla tassa di circolazione), nonché una procedura di cooperazione in materia di aiuti di Stato per agevolazioni ai consorzi agrari”.
Martedì, invece, il senatore Endrizzi, del Movimento 5 Stelle, aveva chiesto con un emendamento di sostituire l’intero articolo 5: “I premi e le vincite di cui alla lettera d) del comma 1 dell’articolo 67, sia che siano state conseguite in case da gioco autorizzate in Italia o in altri Stati membri dell’Unione europea o nello Spazio economico europeo, costituiscono reddito per l’intero ammontare percepito nel periodo di imposta, senza alcuna deduzione, fatta salva l’applicazione delle Convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni, ove esistenti. Il quarto comma è sostituito dal seguente: la ritenuta sulle vincite e sui premi dei giochi esercitati dallo Stato è compresa nel prelievo operato dallo Stato, previsto in applicazione delle regole stabilite dalla legge per ognuna di tali attività di gioco”.
Endrizzi promuoveva “una modifica della disciplina fiscale sulle vincite da gioco in modo che sia quelle conseguite sul territorio nazionale che quelle sul territorio di altri Stati membri costituiscano reddito per l’intero ammontare percepito nel periodo di imposta”. Vi terremmo aggiornati sui prossimi sviluppi, eventuali, che ci saranno.