PIW intervista Giovanni ‘Juan100’ Cantarutti: “A quasi 50 anni non è facile competere con i giovani, ma…”

Abbiamo appena sentito Giovanni ‘Juan100’ Cantarutti, ‘vecchietto’ terribile del poker online italiano. Il quasi 50enne che vive in Carnia, precisamente a Rigolato, ci ha raccontato quanto sia difficile tenere il passo dei più giovani. Ma non solo…

Abbiamo appena sentito Giovanni ‘Juan100’ Cantarutti, ‘vecchietto’ terribile del poker online italiano. Il quasi 50enne che vive in Carnia, precisamente a Rigolato, ci ha raccontato quanto sia difficile tenere il passo dei più giovani. Ma non solo…

 

Ciao e benvenuto su PIW. Allora, partiamo subito con una piccola presentazione. Chi è Giovanni ‘Juan100’ Cantarutti?

Ciao Giuseppe, grazie per lo spazio che hai voluto dedicarmi. Sono un ex gestore di un circolo sportivo in cui si giocava anche a Texas Hold’em, che ad un certo punto decise di fare il professionista. Giocavo 5 cards da quando ero ragazzo, ma l’approccio al Texas Hold’em lo devo a Gabriele Cadel Bigotina che nel lontano 2005 o 6, non ricordo bene, venne a propormi di inserire anche il T.H. nel circolo sportivo che appunto presiedevo.
 
Così ho iniziato a giocarlo prima live, nel mio circolo, per poi arrivare all’online. Gli inizi furono subito positivi nel live ed invece molto più ostici nel online. La gestione del bankrool mi era sconosciuta e questo era lo scoglio da superare. Quando lo capii, cominciai a scalare gradualmente i sit’n’go. Credo comunque che nonostante fossi ormai un giocatore vincente pure online, si trattasse più di good run che di vere skill.
 
Decisi quindi di approcciarmi al cash game, ed optai per uno stack-coaching che mi aiutò a battere i livelli fino al NL50. Poi mi iscrissi alla scuola di PIW con la quale raggiunsi il NL100. Dopo un paio d’anni di stressatissimo cash (per un vecchietto come me non era facile competere con i giovani e preparatissimi regular) optai per i ben più rilassanti ed incentivanti MTT, tornei che gioco tutt’ora, salvo un break forzato che sto attraversando a causa di una infiammazione del tunnel carpale.

Cosa significa grindare quando non si è più giovanissimi?

He he.. bella domanda! Significa faticare un po’ di più probabilmente. A quasi 50 anni non è facile rimanere concentrati per tante ore consecutive, e tanto meno multitablare spinto. Poi c’è da dire che raramente alla mia età si ha una buona confidenza con la tecnologia, e nel mio caso è una vera e propria guerra! Però c’è anche da dire che l’età ti permette una saggezza molto utile nella gestione del bankroll, e pure nel gioco.

Il tilt probabilmente è più facile da gestire a 50 anni che a 20, e tutti noi sappiamo i danni che si possono fare quando si tilta. Inoltre credo che la maturità ti aiuti pure ad accettare che lo studio è fondamentale ed imprescindibile se si vogliono ottenere risultati decenti e costanti nel tempo.

Qual è quindi il segreto per tenere un alto livello di elasticità mentale e tenuta fisica? Insomma come riesci a stare dietro ai ventenni?

Tenere testa ai ventenni? E chi ci riesce?! LOL. Sai.. io al massimo posso puntare a fare un accettabile profitto a fine anno senza tenere testa a nessuno, se non a qualche sprovveduto giocatore ludico.

Non è proprio così, visto che nonostante la tua non giovanissima età, sei comunque uno dei regular più vincenti su iPoker. Ed a proposito come mai la scelta di giocare solo sul quel network?

Quella è una scelta provvisoria… da due anni ormai :)! Sto ancora chiudendo delle pratiche in real-live che non mi permettono di concentrarmi appieno e come vorrei nel poker. Da qui la decisione di giocare solo su una piattaforma dove conosco molto bene il field riducendo così al minimo le variabili negative. Conto comunque di risolvere presto questa situazione e potermi finalmente permettere di multipiattaformare alzando così anche l’ABI.

Cosa vuoi ottenere con il poker online? Mi spiego meglio, è solo un ‘lavoro’ momentaneo o speri in altro?

I miei obiettivi nel poker sono tutto sommato abbastanza miseri, mi accontento di un discreto profit annuale che mi permetta di raggiungere l’età pensionabile. Lo vivo come un vero mestiere, non faccio sogni di gloria e mi impegno per raggiungere il giusto equilibrio fra lavoro e tempo libero. Credo che la qualità di vita sia una cosa sottovalutata nella nostra società, siamo troppo concentrati sull’accumulo di ricchezze inutili o sul raggiungimento di traguardi che spesso ci distolgono dall’obiettivo più importante, vivere bene!
 
L’ho fatto pure io per molti anni, ma ora non voglio più fare questo errore e voglio vivere il resto della mia vita concentrandomi su cose più nobili del denaro, quindi per me il poker è solo un mezzo per vivere bene.

Come non condividere il tuo pensiero. Un problema, in questo senso, potrebbe essere il momento non certo felice del poker online italiano. Secondo te, come siamo arrivati ad un punto così basso del mercato?

Credo che sia fisiologico, penso che se ne parli troppo e che troppo si drammatizzi in merito. Non si poteva certo pensare che continuasse a crescere con quei ritmi, un calo di riassestamento lo dovevamo affrontare prima o poi. La cosa più importante ed auspicabile ora è solo che si stabilizzi al più presto.
Giovanni con alcuni amici Credi che il probabile arrivo della liquidità condivisa con Francia, Spagna e Portogallo possa servire a dare un nuovo sprint al movimento?

Ne sono fermamente convinto! Spero che la liquidità condivisa arrivi al più presto, perché sarà estremamente positivo per tutti.

E per chiudere, chiedo anche a te una tua opinione sulle continue accuse, scoppiate tra diversi tuoi ‘colleghi’, per i tanti casi di multiaccount e collusion. Cosa bisogna fare per stroncare queste brutte abitudini?

Brutta storia! Certo che nel mondo del poker non si può pretendere che siano tutti santi, ma ho come la sensazione che il multiaccount e le varie forme di collusion non vengano percepite come vietate, illegali, negative, anzi, vengono fatte con tanta disinvoltura da ritenerle ‘normali’.

 

Credo quindi che si dovrebbe lavorare molto su questo, voglio dire che bisognerebbe parlarne di più e far percepire ai ragazzi che stanno facendo qualcosa di illegale, di rischioso e specialmente di molto negativo per l’intero movimento!

 

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