PIW intervista Marco ‘conilmionome’ Pozzolini: “Nel 2016 ho vinto €200.000. Spero di ripetermi e andare in pensione”

Vi proponiamo l’intervista realizzata a Marco ‘conilmionome’ Pozzolini. Il grinder dei tavoli cash, che nel 2016 ha vinto ben 200.000 euro, ci ha raccontato di come sia difficile restare sempre al top, soprattutto col passare degli anni.

Vi proponiamo l’intervista realizzata a Marco ‘conilmionome’ Pozzolini. Il grinder dei tavoli cash, che nel 2016 ha vinto ben 200.000 euro, ci ha raccontato di come sia difficile restare sempre al top, soprattutto col passare degli anni.

 

Ciao Marco, benvenuto su PIW. Ti va di iniziare l’intervista con una piccola presentazione per i nostri lettori?

Ciao Giuseppe. Allora, mi chiamo Marco Pozzolini ma sono conosciuto ai tavoli col nick ‘conilmionome’. Ho ormai 31 anni e anche se sono originario del veneto vivo da anni, insieme alla ragazza, a Pavia… vicino Milano. Ho conosciuto il poker nel formato No Limit Hold’em nel lontano 2008 quando, in vacanza, un nostro amico mi ha introdotto in questo mondo facendomi giocare un sit’n’go da 5 euro.

Fino a quel momento non avevo mai gamblato a niente, ritenendo i giochi di fortuna e lotterie dei soldi buttati via. Pensavo che il poker fosse la stessa cosa, invece mi son subito accorto del contrario, capendo che, più che la fortuna, fossero necessarie specifiche abilità logiche-matematiche-psicologiche. Così prima ai live e poi con l’online mi sono tuffato in questa nuova avventura anche se all’inizio con molta fatica, visto che i sit non facevano per me. Tutto è cambiato quando ho iniziato a giocare il poker cash game, formato che da sempre mi da più soddisfazioni.

Sei quindi un regular del cash game e tra l’altro uno dei più vincenti. Ed a proposito come hai chiuso il tuo 2016? So che hai fatto numeri da urlo…

Il 2016 si può dire che è stato un vero anno di svolta per me. Prima inseguivo solo lo status di SNE senza grosse pretese di profit, anche facendo BE o poco più a fine anno mi ritenevo soddisfatto. Con la fine del SNE in realtà ho trovato la mia dimensione. Prima multitablavo troppo, in tavoli magari troppo ‘reggosi’ e anche se ero sotto stress non potevo staccare pensando all’obiettivo finale.

Ora diversamente tablo molto meno, seleziono solo le partite migliori e ai limiti più alti pensando al puro profit. Avrei dovuto già giocare così anche prima perché rendo meglio giocando 4-5 massimo 6 tavoli alla volta. Ho anche adattato molte sfide HU che gli anni scorsi saltavo perché non riuscivo a gestire per via del multitabling spinto.

Insomma son riuscito a chiudere il 2016 con 200.000 euro di profit e poteva anche finire meglio, se tra la metà di novembre e quella metà dicembre non swingavo 50.000 euro per una badrun spaventosa. Poi fortunatamente mi son ripreso sul finale ed ho così raggiunto i 200.000 euro di profit con la rakeback ed ho preferito andare in vacanza fino a metà gennaio.

Ho letto in giro che il tuo obiettivo è andare in ‘pensione’ il prima possibile. Come mai questa voglia di ‘appendere’ il mouse al chiodo?

Ormai sono anni che gioco e ogni giorno arrivano nuovi regular giovani e con tanta voglia di spaccare il mondo. Questo lavoro da un lato è molto bello, perché ti gestisci come ti pare e puoi guadagnare bene, dall’altro è molto stressante e per rimanere a livelli alti, devi dedicarti al 100%. Nel 2016 per riuscire a raggiungere quell’obiettivo monetario spesso ho avuto una vita sociale bassissima, recuperavo con delle vacanze ogni tanto, ma la mia giornata tipo è sempre ruotata tutto attorno al grinding.

Vorrei raggiungere una somma che mi permetta di vivere discretamente anche in pensione e magari non appendere del tutto il mouse al chiodo ma di poter giocare un po’ quando voglio, nei tavoli che voglio, senza lo stress di rincorrere a tutti i costi un dato risultato. Se riuscissi a chiudere il 2017 come il 2016 sarei molto vicino alla pensione.

Allora ti tocca vincere e tanto anche quest’anno. In questo senso ti peserà in maniera rilevante la deprimente situazione in cui è caduto il mercato. Potrebbe però venirti in soccorso la nuova liquidità condivisa con Francia, Spagna e Portogallo, che secondo alcune fonti dovrebbe arrivare nel giro di qualche mese. Secondo te servirebbe a dare nuova linfa al movimento?

La situazione del mercato italiano è chiaramente un po’ in declino, ma a mio avviso se ne esagerano i toni. Se gente come me riesce a stampare ancora più di 100.000 euro all’anno col giochino, significa che la situazione non è poi così tragica. Tanti piangono perché 8 anni fa bastava aspettare di avere un overpair ed il fish di turno si suicidava con tpnk. Ora è più difficile, ma i fish ci sono ancora.

La liquidità condivisa non è detto che migliori la situazione, anzi! Innanzitutto se ci adeguiamo alle regole francesi, arriveranno a giocare tutti gli stranieri del mondo indurendo non di poco il field di amatori e semireg impreparati. Oltre ai reg stranieri arriveranno in massa anche programmatori da tutto il mondo a infestare le room con i loro bot sempre più forti, si veda libratus che fine ha appena fatto fare al team “humans”.

Già ora compaiono di continuo nel nostro ‘.it’ regular stranieri e bot nuovi, sicuramente con prestanome, figurati se tutto il mondo avesse la possibilità di tuffarsi in un mercato formato da fish nuovi. Almeno al momento i fish italiani sono solo nostri, vogliamo condividerli col resto del mondo e metterli alla gogna?
Anche per quanto riguarda gli MTT non sarà una passeggiata, io gioco dei tornei domenicali ogni tanto e il livello medio è scandalosamente basso, ci sono ancora oggi tanti che non sanno neanche le regole. Questi in un field ‘.com’ verrebbero spellati letteralmente vivi.
Marco si gode il momento... in attesa di andare in pensione E parliamo dei tuoi colleghi, che rapporto hai con loro? C’è qualcuno che stimi particolarmente o che invece non sopporti?

Il rapporto coi colleghi è quello che è, sono sempre stato un lupo solitario, studio da solo e non condivido le mie strategie. Detto questo sicuramente stimo, come tutti, regular come ‘quattroganci’, che senza fare tanto casino sono ai tavoli tutti i giorni e fanno il loro lavoro da veri professionisti. Al contrario, non faccio nomi, non stimo molto tante nuove leve.

Questi sicuramente sono molto preparati tecnicamente, ma a tanti manca l’umiltà e perdono più tempo a lollare e insultare in chat che altro. Sarà una semplice questione di età, anch’io a 20-25 anni vivevo della mia propria autostima e pensavo di spaccare il mondo. Quando si superano i 30, magari si raggiunge un pelo più di maturità e le gare di ego possono anche lasciare il tempo che trovano.

Non so se hai letto ultimamente, le continue polemiche scoppiate sui social per i vari casi di multiaccount e collusion. Qual è il tuo pensiero su queste brutte ‘abitudini’ di alcune regular?

Per fortuna io sto lontano dai mondo dei tornei, dove accadono per la maggiore queste porcherie. Se gioco, lo faccio solo per i domenicali, tornei con un field vasto che non risentono troppo di queste pratiche. Di certo siamo in Italia e qui nel nostro paese si sa, la furberia va di pari passo con l’astuzia e spesso con la frode. La cosa che però mi da più fastidio è la tendenza a scusare chi froda. In realtà questi sono dei veri e proprio ladri, il problema è che non esiste una legge come in Inghilterra che li sbatta in galera.

Chiaro che senza leggi e senza punizioni (il massimo che fanno è bloccargli l’account, RESTITUENDO il denaro della cassa), mi sento quasi più io l’idiota di turno che chi truffa.

Perfetto Marco, grazie del tuo tempo. Ciao e alla prossima!

Grazie a te, Giuseppe. Un saluto a tutta PIW!

 

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