PIW intervista Danilo ‘Danishove’ Giano: “Troppo stress e consapevolezza dei miei limiti. Adesso faccio altro!”

Vi proponiamo l’intervista fatta a Danilo ‘Danishove’ Giano. Il 26enne di Tortona, che vive a Parma, ci ha detto di aver smesso per ora col poker per dedicarsi ad altro. Una decisione sofferta ma presa con grande lucidità.

Vi proponiamo l’intervista fatta a Danilo ‘Danishove’ Giano. Il 26enne di Tortona, che vive a Parma, ci ha detto di aver smesso per ora col poker per dedicarsi ad altro. Una decisione sofferta ma presa con grande lucidità.

 

Ciao Danilo, benvenuto su PIW. Che ne dici di cominciare con una piccola presentazione per gli amici di PIW?

Ciao a tutti, mi chiamo Danilo Giano e ho 26 anni. Sono residente a Tortona (AL) ma da circa un anno e mezzo sto vivendo a Parma per lavoro. Ho conosciuto il poker nel lontano 2006, quando le ‘.it’ ancora non esistevano, cominciando a giocare for fun su PS.com e Full Tilt e iniziando a investire piccole cifre. Con l’avvento dei primi forum di poker in Italia ho subito capito che si poteva andare oltre al semplice divertimento.

Così, studiando il gioco e con la nascita delle ‘.it’ mi sono specializzato sui sit’n’go 9max turbo per poi, dopo un evidente calo di traffico, passare al cash game ed infine agli MTT, sicuramente la specialità che più mi piace. Nel 2010, in seguito a buoni risultati, decisi di abbandonare il lavoro per dedicarmi a tempo pieno al poker, che è diventata la mia occupazione per circa 5 anni.

Ultimamente ti abbiamo visto poco ai tavoli online, come mai questa scelta?

E’ stata una decisione dura ma che ho dovuto fare per diversi motivi. Negli ultimi tempi il livello medio si è indubbiamente alzato e l’offerta delle principali room.it è calata parecchio, ovviamente tutto questo riduce l’atteso annuo di ogni regular. Non voglio dire che non si possa più vivere con il giochino, ma per lo stress che comporta questo tipo di attività e il fatto di ritenermi un buon giocatore ma non di certo un fenomeno, ho deciso di fare altre esperienze per il momento.

Ovviamente quando ho tempo e voglia gioco ancora molto volentieri, soprattutto negli eventi importanti. Proprio pochi giorni fa ho fatto una fugace apparizione al final table di un evento TCOOP, purtroppo conclusasi con un amaro sesto posto.

Hai in progetto di tornare a giocare con più continuità in un prossimo futuro, magari sfruttando il probabile arrivo della liquidità condivisa?

La liquidità condivisa sarebbe un toccasana per il mondo del poker online e sicuramente mi invoglierebbe a tornare a giocare di più, ma è ancora troppo presto per fare delle valutazioni su progetti futuri.

Ed a proposito, cosa pensi dell’arrivo di un mercato comune con Francia, Spagna, Portogallo e forse Gran Bretagna?

Non vedo aspetti negativi su un’eventuale fusione del mercato. Potrebbe essere un nuovo boom del poker online, avremmo un’offerta molto più ricca di palinsesti e garantiti per quanto riguarda i tornei. L’incremento di traffico ai tavoli farebbe tornare di moda discipline passate un po’ in secondo piano da noi in Italia, come SNG e cash game. Per non parlare del fatto che ritengo il nostro livello medio superiore rispetto rispetto ai paesi da te citati.

Intanto molti tuoi colleghi continuano ad andare via dall’Italia per giocare nelle poker room del ‘.com’. E’ una scelta che condividi?

Assolutamente! E’ una decisione da valutare e pianificare attentamente e che comporta qualche rischio, ma sono troppi i vantaggi di questa scelta: in primis come esperienza di vita, e pokeristicamente parlando per migliorarsi sotto tutti i punti di vista. Il doversi confrontare con i migliori giocatori e studiare nuove dinamiche può dare stimoli nuovi a chi sul ‘.it’ ha già dato.

L’unico contro potrebbe essere l’impatto iniziale. Come tutti sappiamo che il mercato ‘.com’ è molto più vasto rispetto al nostro e questo può comportare periodi di swing ai tavoli sicuramente più duri e lunghi da superare. Partire con qualche collega è l’ideale, in modo da potersi confrontare e supportare a vicenda.
Danilo sulla 'vecchia' Full Tilt E chiudo con il chiederti di cosa pensi dell’argomento del momento, i tanti casi di multiaccount. Come si può intervenire per cercare di arginare il fenomeno?

Ormai è da anni che sento parlare di sharing, multiaccounting e tanto altro. Se ancora se ne discute vuol dire che neanche le poker room hanno trovato gli strumenti o le idee per arginare il tutto. Sono cose di cui si parlerà all’infinito senza mai trovare una vera soluzione. Forse proprio l’arrivo della liquidità condivisa potrebbe limitare parzialmente la cosa.

Perfetto Danilo, grazie del tuo tempo. Ciao e alla prossima!

Grazie a te Giuseppe, un saluto a tutti voi di PIW e ai miei amici di grinding ‘beronz’, ‘clelia_merli’ e lo sfortunato ‘tritolo777’ :).

 

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