PIW intervista Andrea Cortellazzi, runner up all’EPT: “Facile criticare da casa ma dopo 6 giorni di torneo è tutta un’altra musica…”

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PIW Intervista – Abbiamo appena sentito Andrea Cortellazzi, secondo con deal al Main Event dell’EPT Praga. Il valtellinese ci ha parlato del suo “percorso” nel torneo e di tanto altro…

PIW Intervista Andrea Cortellazzi: “Dopo il deal ho abbassato il livello d’attenzione…”

Ciao Andrea, è davvero un piacere averti con noi su PIW. Ci tengo subito a dirti grazie per le grandi emozioni che ci hai regalato durante tutto il Main Event, è stato bello. Purtroppo è mancata la “ciliegina sulla torta”, ma direi che anche grazie al deal è andata comunque alla grandissima :-). Ti va di raccontarci un po’ il tuo percorso nel torneo e le sensazioni che hai provato prima e dopo l’heads up giocato contro l'”immortale” Grzegorz Glowny?

Ciao Peppe, un saluto a tutti gli amici di PokerItaliaWeb e grazie davvero per avermi seguito durante il torneo. Intanto diciamo che sono arrivato a Praga qualche giorno prima dell’inizio del Main Event dell’EPT, in quanto, come purtroppo ben sappiamo tutti, la pandemia aveva bloccato il live e avevo la necessità di giocare qualche torneo con buy in più basso, dove però le cose non erano andate per il verso giusto.

Poi la scintilla è invece arrivata nell’ultimo giorno, quando sono riuscito a qualificarmi per il Main nonostante la sfortuna dei giorni precedenti.

Sicuramente mi ha aiutato la capacità di dimenticare in fretta quanto mi era accaduto negli altri tornei. In questi casi cerco sempre di lasciarmi alle spalle il passato, visto che non si può più cambiare, ed avere sempre un pensiero positivo. Tutto ciò mi ha permesso di ritrovare subito il focus e la voglia di far bene.

Inoltre pensando all’ultimo EPT a cui avevo partecipato, nel 2019 in quel di Barcellona, ero si andato in the money ma non ero riuscito a “sfondare” come volevo. Questo mi ha dato una spinta ulteriore fin dal Day1, dove dopo il terzo livello ho avuto il piacere di giocare anche contro il grande Mustapha Kanit, poi purtroppo eliminato da un altro player italiano.

Alla fine ho chiuso la mia prima giornata nel Main Event un po’ sotto average, con circa 66.000 chips, ma comunque con ottime sensazioni. Il giorno dopo, anche grazie ad un buon redraw che mi ha portato degli opponent abbastanza “soft”, sono riuscito ad incrementare lo stack fino a quando non hanno rotto il tavolo a 50 dalla bolla.

Qui è diventato un po’ più difficile visto che alla mia sinistra avevo stavolta un ragazzo francese molto forte. Nonostante tutto, sono riuscito comunque ad aumentare ancora il mio stack, diventando il chipleader del tavolo, grazie alla fase bolla in cui sono stato molto più aggressivo. Al termine del Day2 avevo già il doppio dell’average.

Il Day3 è invece partito malissimo con 3 colpi davvero poco fortunati, tra l’altro tutti ravvicinati, persi nel giro di mezz’ora. Un inizio shock che ho superato grazie al sostegno di mia mamma che era l’unica che in quei momenti tenevo informata. Passata indenne la “nottata”, il Day4 è stata subito un’altra storia grazie ad un cooler, arrivato contro un giocatore del calibro di Jack Sinclair, che mi ha permesso di raddoppiare le chips.

Così, tenendo duro, sono entrato nei 16 left del Day5 e grazie anche ad un redraw “vantaggioso” sono poi approdato al Final Table, dove c’era Teun Mulder, che avevo già avuto al tavolo ed era stato un cliente molto scomodo, con 13 milioni di chips su 36 milioni in gioco. Questo mi ha portato a pensare che si potesse giocare solo per il secondo posto perchè sembrava inarrestabile.

Ma nel poker può cambiare tutto nel giro di poche mani, soprattutto in un torneo così lungo dove la stanchezza può giocarti un brutto scherzo. Ed è quello che è successo a Mulder che, dopo aver chiesto inutilmente d’interrompere la giornata con 7 left, si è ritrovato incredibilmente out proprio al settimo posto.

Una volta rimasti in 6, alla chiusure delle buste ero secondo in chips con i piani completamente cambiati. A quel punto poteva succedere di tutto.

E qui entra in “gioco” Grzegorz Glowny con cui avevo già avuto a che fare quando eravamo 20 left e mi aveva davvero impressionato perchè, nonostante avesse un quinto dell’average, era riuscito a recuperare con un paio di flip favorevoli. Proprio in quella occasione gli avevo detto che era immortale e che non voleva proprio mollare.

In più mi aveva colpito perchè era veramente un duro, con tell praticamente nulli e capace di gestire benissimo le emozioni, nonostante era soltanto al suo secondo EPT. Quindi speravo di non ritrovarmelo nella fase clou ed invece, una volta eliminati Rezaei e Demetrio Caminita, con cui sarebbe stato bello arrivare in heads up, ed aver siglato il deal, me lo sono beccato proprio all’heads up.

Il resto è storia nota. Diciamo che una volta raggiunto l’accordo ho abbassato il livello d’attenzione e l’adrenalina è scesa tantissimo. Metti pure la stanchezza, la mancanza di sonno e di forze ed è andata come è andata. Ovvio… è facile ragionare e criticare da casa, seduti sul divano, ma dopo 6 giorni di torneo è tutta un’altra musica.

Andrea al tavolo (Foto by Blog PokerStars)

Andrea Cortellazzi: “Con i soldi vinti vorrei creare qualcosa per me. Le critiche? Non mi interessano!”

Immagino, è stato comunque un risultato straordinario che ti consente di entrare nella storia del poker live italiano ma anche di avere adesso a disposizione un bel badget da poter investire sul tuo futuro. Ed a proposito userai i soldi per giocare di più e, magari, provare a far diventare una vera professione il poker sportivo o hai in mente qualcos’altro?

Sono felice del risultato, sia per me che per tutto il movimento italiano. Da quello che mi dicono, dovrei essere l’italiano più giovane nella storia del poker ad aver conquistato la “medaglia d’argento” in un torneo così importante.

Per il mio futuro ed i soldi che ho vinto, posso già dirti che la somma non andrà soltanto a me, visto che ho degli investitori privati che mi finanziano, degli staker, e quindi una parte dovrò girarla a loro. Il mio bottino invece lo userò principalmente per cose “personali”, magari in un investimento per creare qualcosa per me. Il resto lo metterò via per mia figlia, per quando sarà grande.

Intanto continuerò a lavorare nel mondo del gaming e, nel dettaglio, delle scommesse, che mi è sempre piaciuto. Diciamo che, per adesso, concentrarmi solo sul poker non fa più per me. Purtroppo i tempi d’oro sono finiti e, senza sponsor, le spese da sostenere per giocare live in giro per il mondo sono davvero tante.

Ho notato, soprattutto in alcuni tuoi post sui social, che fai spesso riferimento alle critiche ed a come sia importante riuscire ad andare avanti senza farsi condizionare. E’ un pensiero che condivido in pieno e che è, purtroppo, figlio di un malcostume tutto italiano. Da noi si tende sempre ad essere distruttivi e mai costruttivi. Pensi che sia solo una questione di mentalità o che dietro ci sia altro, magari la frustrazione di chi ci prova e non riesce ad arrivare?

Partiamo dal presupposto che il gioco del poker è, per molti aspetti, lo specchio della vita. E quindi come nella vita, almeno in Italia, c’è chi critica sempre su tutto. Purtroppo è una brutta abitudine tutta nostra che negli altri Stati, che ho avuto la fortuna di visitare, non ho riscontrato.

Da noi quando una persona ha la bravura e la fortuna di ottenere qualcosa in più, anziché fargli i complimenti e domandarsi come è riuscito a raggiungere il traguardo, magari chiedendo anche qualche consiglio, si preferisce criticarlo e provare sentimenti negativi, come l’invidia.

Per quanto mi riguarda, so che le persone che mi vogliono bene hanno gioito insieme a me. Spero che a tutti loro accada una cosa bella come quella che ho vissuto a Praga. Il resto non mi interessa, le critiche bisogna lasciarsele scivolare addosso ed è questo che sto insegnando a mia figlia.

Main Event, il momento del deal (Foto by Danny Maxwell – Rational Intellectual Holdings Limited)

PIW Intervista Andrea Cortellazzi: “Giocherò a Malta e poi a Barcellona. Non so se andrò alle WSOP…”

Passiamo a qualcosa di più bello ;-). Stai già programmando il tuo prossimo impegno live?

L’unico impegno che ho messo in agenda e che ho già confermato, per il momento, è il Poker ONE che si giocherà dal 9 al 12 Giugno al Portomaso Casino di Malta. Poi ad Agosto quasi sicuramente volerò a Barcellona, dove ho iniziato a giocare i miei primi European Poker Tour nel lontano 2014 e dove nel 2016 ho chiuso 12esimo, con tanti rimpianti, nell’EPT dei record.

Il 31 maggio cominceranno le WSOP. Ti vedremo anche a Las Vegas?

Guarda Peppe, ci sono stato in 2 edizioni. Ricordo che la prima volta sono andato nel luglio del 2015, quando avevo appena fatto 22 anni visto che in America si può giocare solo una volta compiuti i 21 anni. In quella occasione riuscii ad andare a premio nel Main Event, 395esimo su circa 8.000 giocatori, per poi tifare per il resto del torneo un bravo ragazzo come Federico Butteroni che conquisto, meritatamente, il Final Table.

Quest’anno invece non ho ancora programmato niente. Del resto avendo una bambina piccola non è facile organizzare una trasferta come quella a Las Vegas e poi, non appena finirà l’asilo, vorrei portarla in vacanza. La mia priorità è lei!

Comunque se alla fine dovessi decidere di andare lo farei per poco tempo, al massimo una decida di giorni. Ci andrà invece un mio carissimo amico, Marco Biavaschi, che vorrei salutare. Un ragazzo che ancora non è molto conosciuto ma che ha già vinto un evento 888poker a Madrid che gli permetterà, appunto, di giocare il Main Event delle World Series of Poker. Gli auguro il meglio, forza Marco e forza Italia… 😉

Perfetto Andrea, grazie del tuo tempo e di nuovo complimenti. Ciao ed a presto!

Grazie a tutti voi. Speriamo che torni presto la normalità e che il poker live possa riprendere i suoi ritmi pre-pandemia. In bocca al lupo a tutti! Ciao Peppe, a presto.

Il Main Event dell’EPT Praga (Foto PokerStars Blog)

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