“Divieto della pubblicità di giochi con vincite di denaro, offerti in reti di raccolta, sia fisiche che online”… questo è quanto chiesto dall’onorevole Lorenzo Basso in una proposta di legge, con soli due articoli, presentata alla Camera dei Deputati.
Si torna a parlare di divieto di pubblicità per i giochi, con vincità in denaro, sia online che fisici. Ad accendere nuovamente l’annosa questione è la proposta di legge presentata dall’onorevole Lorenzo Basso, e da alcuni suoi colleghi, alla Camera dei Deputati. Il testo prevede sanzioni pesantissime per chi viola il divieto che vanno da 50.000 euro a ben 500.000 euro: “La sanzione è irrogata al soggetto che commissione la comunicazione commerciale, la pubblicità, la sponsorizzazione o la promozione, al soggetto che la effettua, nonché al proprietario del mezzo con il quale esse sono diffuse“.
In tutto, come si legge su Agimeg, sono già 200 i parlamentari che hanno sottoscritto la proposta, ma Basso punta ad altri numeri: “Contiamo di raccogliere molte più adesioni, per avere massa critica e riuscire a calendarizzare la proposta. Perché si è partiti dalla pubblicità? Come sapete dopo 20 anni in cui si è liberalizzato molto, si sono provocati molti danni sul tessuto sociale. Tutte le iniziative per arginare la diffusione del gioco vengono bloccate dalla mancanza di coperture finanziarie. Noi aspettiamo ancora una proposta di legge complessiva, che regolamenti il settore. Nel frattempo però non ci possiamo fermare, dobbiamo andare avanti per piccoli passi. La pubblicità è quella che genera la richiesta e lo stimolo a giocare, dunque è un capitolo importante. Inoltre togliere la pubblicità significa anche togliere un vincolo sui media, che spesso sono influenzati dal mercato pubblicitario“.
E’ lotta aperta quindi contro quello che in molti definiscono il nuovo gioco d’azzardo, come conferma anche Maurizio Fiasco della consulta nazionale antiusura:
“Proibire la pubblicità ha due implicazioni. Colpisce un aspetto centrale del gioco, cioè il condizionamento operante, che vuol dire una influenza che aiuta a formarsi una idea di un oggetto. In secondo luogo apre la porta alla responsabilità civile di chi offre la possibilità di giocare, cosa che oggi con il sistema dei concessionari non c’è“.
Adesso la parola passa alla Camera dei Deputati che potrebbe concedere il pass per una legge destinata comunque a far discutere.
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