A settembre si discutera’ in parlamento una proposta bipartisan ovvero sottoscritta da piu’ senatori di diversi partiti, che vorrebbe vietare la pubblicita’ in tutte le sue forme per i giochi e i concorsi con vincite in denaro, come se il problema del gioco in Italia fosse la pubblicita’…
Ma andiamo ad analizzare con calma i dati raccolti e diffusi dal monopolio di stato in questi anni riguardanti la raccolta dei giochi legali sottoforma di entrate tributarie e notiamo subito che su ogni euro di entrata fiscali derivante dai gioco, oltre 60 centesimi arrivano dalle slot-machines e Video lottery e poco meno di 10 centesimi provengono invece dal gioco online.
Se analizziamo meglio questi dati notiamo subito che la pubblicita’ in TV, via internet ecc…e’ utilizzata nel 90% dei casi da concessionari online, che ovviamente per far conoscere il proprio prodotto e non avendo una rete commerciale con punti vendita sul territorio hanno bisogno di potersi pubblicizzare per far conoscere le proprie offerte.
Quindi vietando la pubblicita’ si diminuiranno i giocatori lupopatici in Italia?
Assolutamente no, il problema non e’ la pubblicita’ del gioco, ma sono le oltre 500 mila slot machines sparse per tutta la penisola, che puoi trovare sotto casa, i 9000 punti scommessa ( dato che in realta’ nessuno conosce tra punti vendita regolari, regolarizzati e non regolari), rivendite di gratta e vinci, lotto, lotterie ecc… e tutto il proliferare di giochi e concorsi di tutti i tipi che sono stati legalizzati in questi anni in Italia.
Vietare la pubblicita’ e’ solo un palliativo per far si che i nostri politici “se ne lavino le mani” ma il problema da affrontare realmente e subito sono le slot machines, che da recenti studi sono risultate il gioco che porta maggiormente i giocatori al rischio di diventare giocatori ludopatici e che al momento non hanno una normativa sia per quel che concerne i soldi inseriti, ne per quel che riguarda la “carta del giocatore” che non e’ mai stata realizzata.
A che serve vietare uno spot pubblicitario inerente le scommesse sportive, il poker online o il casinò online, quando poi basta uscire di casa per essere sommersi dai giochi legali live? perche’ deve essere il gioco online che per sua natura deve per forza avere la possibilita’ di pubblicizzarsi ad essere sottoposto al fuoco incrociato della politica? e sopratutto chi paghera’ le enormi penali che lo stato italiano dovra’ pagare ai colossi dell’online che si sono regolarizzati proprio per potersi pubblicizzare regolarmente?
Sono uno dei fondatori di Poker Italia Web, la voce libera del gioco. Sono nel settore dei giochi dal 2009 e oltre al poker sono appassionato di scommesse sportive, criptovalute e viaggi.