Pubblicità gioco d’azzardo: Passamonti (Sgi): In nessun paese Ue divieto assoluto di pubblicità

Non esiste nessun Paese europeo che preveda il divieto assoluto di pubblicità per i prodotti da gioco. Un atteggiamento oscurantista, ideologico e inutilmente proibizionista anche in tema di pubblicità non farebbe altro che impedire la distinzione tra gioco legale e illegale.

Non esiste nessun Paese europeo che preveda il divieto assoluto di pubblicità per i prodotti da gioco. Un atteggiamento oscurantista, ideologico e inutilmente proibizionista anche in tema di pubblicità non farebbe altro che impedire la distinzione tra gioco legale e illegale.

 

Bene dunque una regolamentazione, ma non si dimentichi che anche le istituzioni europee hanno sottolineato il ruolo svolto dalla promozione commerciale nella distinzione, chiara e netta, tra gioco legale e offerta illecita. Senza dimenticare che il settore del gioco è già sceso al 21esimo posto nel ranking dei settori merceologici per attività pubblicitaria”.

E’ quanto affermato da Massimo Passamonti, Presidente di Sistema Gioco Italia, la federazione di filiera dell’industria del gioco e dell’intrattenimento aderente a Confindustria, intervenuto oggi al seminario istituzionale sui giochi pubblici presso la Commissione Finanze della Camera.

“Il rischio – ha aggiunto –  è che si adotti, sbagliando, lo stesso approccio ideologico che, attraverso interventi di pancia e non razionali, ha finito per espellere il gioco legali dai territori, lasciando campo aperto all’offerta illegale. Il caso di Bolzano, con la diffusione dei totem illegali a seguito della rimozione delle macchine da intrattenimento certificate e controllate, è solo l’ultimo episodio che conferma quanto da tempo sostenuto dalla filiera legale.

 

La Delega, in questo senso, poteva essere una valida occasione anche per mettere ordine nel confuso e frastagliato rapporto tra leggi e regolamenti locali e quadro normativo nazionale. Ma si è deciso di non esercitarla e di proseguire, anche attraverso la Stabilità 2016, con un approccio ancora una volta punitivo, come accaduto con la stessa tassa da 500 milioni della scorsa manovra, che rischia di comportare gravi disequilibri economici nelle aziende e in tutto il settore del gioco legale” ha concluso Passamonti.

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