Da uno studio fatto dalla Fondazione Bruno Visentini è emerso che soltanto lo 0,9% dei player italiani è da considerarsi ‘problematico’. La stragrande maggioranza ha un rapporto molto sereno con il gioco.
Da uno studio fatto dalla Fondazione Bruno Visentini è emerso che soltanto lo 0,9% dei player italiani è da considerarsi ‘problematico’. La stragrande maggioranza ha un rapporto molto sereno con il gioco.
Da uno studio fatto dalla Fondazione Bruno Visentini è emerso che soltanto lo 0,9% dei player italiani è da considerarsi ‘problematico’. La stragrande maggioranza ha un rapporto molto sereno con il gioco.
Sono davvero interessanti i dati emersi dal Rapporto ‘La percezione del gioco d’azzardo in Italia‘, della Fondazione Bruno Visentini, realizzato su incarico della Fundacion Codere e presentato ieri alla Luiss di Roma. I risultati raccontano di un rapporto sereno tra la maggior parte degli utenti ed il gioco, questo pur nelle diversità culturali e territoriali.
Nel bel paese oltre il 44% dei cittadini tra i 18 e i 75 anni ha giocato almeno una volta nell’ultimo anno, ma solo lo 0,9% è da considerare ‘giocatore problematico’. Una percentuale che impatta con il luogo comune per cui dovrebbero essere tantissimi ad avere difficoltà a relazionarsi con i vari giochi sia online che live.
Sfatato un altro mito, i dati mostrano infatti non è vero che a giocare sono i meno abbienti: il consumo di servizi legati al gioco cresce con l’aumento del benessere e di istruzione dell’utente, il gioco è dunque parte del tempo libero. In particolare tra i laureati il 47% risulta consumatore di gioco. Il rapporto prende in esame anche il gioco online: a fine 2016 sono 3,4 milioni i consumatori ‘conteggiati’, 766mila quelli attivi negli ultimi 12 mesi.
Arriva invece la conferma che il gioco preferito resta il ‘Gratta e vinci’, seguito dalla ‘Lotteria Italia’, per le donne, e dal SuperEnalotto per gli uomini, ma la percentuale maggiore di giocate é concentrata per quasi il 50% su slot e Vlt. Ovviamente lo studio non tiene conto di tutti quei giochi non regolamentati e per questo non ‘censibili’.
L’indagine, si legge su Agipro News, traccia infine il profilo del giocatore online: tra i 25 e i 34 anni, diplomato, predilige le scommesse sportive e collegato a siti di gioco per meno di 30 minuti al giorno.
Da anni sono appassionato di poker sia live che online e mi diverto a scrivere di texas hold’em. Mi piace viaggiare, leggere e giocare a calcio.