Poker e Risate: Il Pro nullatenente (per il fisco…)

No ragazzi, non ci siamo. Così proprio non va. Il mio corpo, debilitato da un virus influenzale, fatica a comprendere, ma soprattutto ad accettare, certe dichiarazioni in totale antitesi con quello per cui ci battiamo da anni.

No ragazzi, non ci siamo. Così proprio non va. Il mio corpo, debilitato da un virus influenzale, fatica a comprendere, ma soprattutto ad accettare, certe dichiarazioni in totale antitesi con quello per cui ci battiamo da anni.

 

No ragazzi, non ci siamo. Così proprio non va. Il mio corpo, debilitato da un virus influenzale, fatica a comprendere, ma soprattutto ad accettare, certe dichiarazioni in totale antitesi con quello per cui ci battiamo da anni. E la cosa che mi fa più imbestialire, ed uso il termine “imbestialire” solo perché del bonus parolacce, gentilmente concessomi dalla redazione di PIW, ne voglio usufruire più avanti nell’articolo, è che queste dichiarazioni vengano fatte da uno stimato e conosciuto professionista al solo scopo di un suo tornaconto personale. Riassumiamo con ordine e procediamo alla presentazione del caso.

 

Eduard “Eddy” Scharf, nato a Colonia in Germania, il 7 novembre 1953. 59enne giocatore di poker, ex sponsorizzato Full Tilt Poker, il che lo rende un pro a tutti gli effetti, vincitore di due braccialetti alle WSOP entrambi nel Limit Omaha, più di 1.300.000 dollari vinti in carriera, frutto di una valanga di ITM ottenuti letteralmente in tutto il mondo dal 1996 ai giorni nostri è attualmente sotto indagine dal fisco tedesco. L’erario teutonico gli contesta di non aver mai dichiarato non solo le vincite ottenute, ma anche gli introiti derivanti dalle sponsorizzazioni e dall’attività di commentatore televisivo. Insomma, per il fisco tedesco Eddy sembrerebbe un nullatenente, non ha mai fatto la dichiarazione dei redditi!

In Germania, paese follemente innamorato delle patate, c’è una legge federale del 2008 la quale stabilisce che il denaro vinto nei giochi d’azzardo non è tassabile, ma per il fisco tedesco il poker NON è un gioco d’azzardo, ma bensì un gioco di abilità! I tedeschi ci sono già arrivati! Miracolo divino! La difesa presentata da Scharf e dal suo staff sostiene però che le sue vincite pokeristiche sono frutto al 100% di caso e fortuna perché (cito testualmente) “Chiunque può vincere un torneo. Soprattutto i grandi eventi sono vinti sempre da dilettanti. Decide la fortuna”

In Spagna i poker pro pagano le tasse sull'utileQuesto è davvero troppo. Sono letteralmente indignato dalla strategia di difesa utilizzata da Scharf. Per un proprio tornaconto personale, sputa letteralmente nel piatto dove ha lautamente mangiato per anni, fregandosene altamente di tutte le conseguenze che le sue parole di campione conosciuto e stimato a livello internazionale potrebbero avere. Mancanza di professionalità, mancanza di correttezza e soprattutto mancanza di rispetto nei confronti di tutti gli operatori del settore che quotidianamente si battono per togliere il poker dai giochi d’azzardo.

Credo che sarebbe stato molto meglio se la linea difensiva di Eduard si fosse attenuta ai dettami del fisco (il poker è un gioco di abilità) e avesse citato il caso della Spagna dove i poker pro pagano le tasse sull’utile conseguito, detraendo spese, perdite e costi d’iscrizione. Per l’Ente erariale tedesco solo i profitti di un giocatore professionista  sono sottoposti alla dichiarazione sul reddito, ne sono esenti giocatori occasionali o dilettanti. Chi si può considerare un professionista? Uno che ha nel poker la sua primaria fonte di reddito e che dedica al poker il maggior numero di ore lavorative. Tu Scharf da che parte stai?

Esprimo un’opinione personale a carattere totalmente generale. Se il poker viene riconosciuto gioco di abilità, se per tale motivo c’è gente che ne ha fatto il proprio lavoro, se questo lavoro viene legalmente riconosciuto, trovo giusto che queste persone paghino le tasse sul netto dei loro utili, esattamente come ogni lavoratore autonomo o dipendente che ci sia.

Marco Zanini

 

 

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