Poker e Risate: dalla Poker Hall of Fame, alla mano del morto!

Stavo scorrendo la Poker Hall of Fame, quando un nome particolare ha catturato la mia attenzione. Ma procediamo per gradi; la Poker Hall of Fame è il massimo riconoscimento che un poker player può ottenere. Attualmente conta 44 membri, di cui solo 21 in vita.

Stavo scorrendo la Poker Hall of Fame, quando un nome particolare ha catturato la mia attenzione. Ma procediamo per gradi; la Poker Hall of Fame è il massimo riconoscimento che un poker player può ottenere. Attualmente conta 44 membri, di cui solo 21 in vita.

 

La Poker Hall of Fame e' un elenco di campioni pressoché infinito: Da Brunson ad Hellmuth, da Ungar a Chan, da Sexton a Seidel, tutti nomi “pesantissimi” Nel 1979 però, anno della fondazione, insieme a Johnny Moss, 9 braccialetti in carriera, primo a vincere il main event delle WSOP, c’è un nome che in linea del tutto teorica non ci dovrebbe essere: Wild Bill Hickok, pistolero del far west, passato agli onori della cronaca soprattutto per un tragico evento che ha segnato la sua esistenza.


Era il 2 agosto 1876, un torrido pomeriggio estivo al saloon “Nuttal & Mann’s” di Deadwood in Sud Dakota quando John “naso rotto Jack” McCall si avvicina in un tavolo dove si sta giocando una partita di five card draw, estrae fulmineo la pistola e spara alla schiena di Wild Bill Hickok che muore sul colpo. Wild Bill stramazza sul pavimento senza che le carte che aveva in mano volassero via. Si trattava di una doppia coppia nera di assi e otto. Da allora è da sempre considerata “la mano del morto”. Anche nella varia nomenclatura delle starting hands del texas hold’em un asso ed un otto neri vengono comunemente chiamati “la mano del morto” o “la mano dell’uomo morto”

Wild Bill HickokMa chi era veramente Hickok e perché è stato assassinato alle spalle e a sangue freddo? Nato nel 1837 il suo vero nome era James Butler Hickok, pistolero infallibile reso leggendario da racconti e libri, alcuni dei quali lo davano già eroicamente morto in epici duelli nel 1871, 5 anni prima che Naso Rotto lo freddasse alle schiena. Conduttore di diligenze in gioventù, durante la guerra di secessione americana scopre di avere il dono di saper usare le pistole. Successivamente alla guerra diventa uno sceriffo duro ed implacabile, ma anche un gran giocatore d’azzardo, cosa non vista benissimo per un tutore della legge! Wild Bill amava il poker quasi quanto la sua attività di pistolero, sempre con mirabolante successo. La sua tragica fine avvenuta proprio al tavolo verde si può considerare una naturale ripercussione dei suoi grandi amori, pistole e carte. Il suo assassino si giustificò al processo sostenendo di aver agito per vendetta, in seguito all’omicidio del fratello da parte di Wild Bill. Giudicato da una giuria non propriamente onesta venne inspiegabilmente assolto, ma successivamente riprocessato e ritenuto colpevole di omicidio di primo grado. Mc Call fu impiccato il primo marzo 1877, pochi giorni dopo la sentenza. Non andavano per le lunghe nel selvaggio west!

Inserito, a torto o a ragione, nella Poker Hall of Fame come l’antesignano del giocatore di poker professionista, Wild Bill Hickok è uno dei tre player dei 44 membri, ad essere morto al tavolo verde durante una partita a poker, l’unico ovviamente per morte violenta.

Marco Zanini

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