Gente di Poker: Tom McEvoy, una carriera con oltre 3 milioni di dollari vinti

Se nelle poker room americane dal 2002 non si può più fumare, dovete ringraziare (se siete salutisti) o imprecare (se siete tabagisti) con Tom McEvoy. E’ stato lui a convincere Benny Binion a vietare per primo il fumo nelle sue poker room.

Se nelle poker room americane dal 2002 non si può più fumare, dovete ringraziare (se siete salutisti) o imprecare (se siete tabagisti) con Tom McEvoy. E’ stato lui a convincere Benny Binion a vietare per primo il fumo nelle sue poker room.

 

Nella sua bacheca Tom vanta 4 braccialetti WSOP, tra cui il main event nel 1983, e quasi 3 milioni di dollari di vincite. Ma è soprattutto grazie al suo contributo fuori dal tavolo verde che gli è valso nel 2013 l’ingresso nella Poker Hall od Fame. E’ stato non solo poker player, ma anche floorman, scrittore di poker e membro di varie associazioni pokeristiche.


Tom nasce a Grand Rapids, in Michigan il 14 novembre 1944 ed inizia ad imparare il gioco del poker alla tenera età di cinque anni, grazie alla nonna che gli insegna tutti i giochi in voga a quei tempi oltre alle scommesse sui cavalli, altra passione della nonna che trasmetterà al giovane McEvoy. Ed anche se la nonna sembrava imbattibile, già ai tempi delle scuole elementari Tom era diventato un piccolo squalo, svuotando le tasche dei soldi per il pranzo ai suoi giovani compagni. Ai tempi del college, la passione per il poker passa però in secondo piano e laureatosi alla Ferris State University in contabilità trova lavoro come ragioniere.


Las VegasA quei tempi la passione di Tom, strano ma vero, era il ping-pong, ed anche li se la cavava niente male, visto che nel 1977 era il numero 60 nella classifica nazionale. Proprio quell’anno va a Las Vegas per giocare i campionati nazionali di ping-pong al Caesar Palace. Il torneo gli va decisamente male, ma in compenso ritorna ai tavoli da poker guadagnando agevolmente più di mille dollari ai low stakes. Da buon contabile Tom si fa due conti. Come impiegato guadagnava 18mila dollari l’anno e da li capisce che il poker potrebbe essere una valida alternativa al suo lavoro.


A dirla tutta diventa quasi una scelta obbligata visto che viene licenziato dal lavoro e con la liquidazione torna a Las Vegas per provare la vita da giocatore di poker. Un venerdì mattina carica la moglie, tre figli e tre gatti su un furgone e si trasferisce in pianta stabile a Sin City. Il suo territorio di caccia va dal Golden Nugget al Caesars Palace allo Stardust, giocando a poker cash al limite 10-20. Tom non farà mai più il contabile per tutta la sua vita.


Così arriviamo al 1983, lui vorrebbe giocare il main event delle Wsop, ma 10mila dollari sono fuori dal suo bankroll. Allora ripiega sull’evento da mille dollari. Lo vince agevolmente incassando 117 mila dollari, e nonostante la vittoria decide di provare ad iscriversi al main attraverso un satellite. Lo vince e si iscriversi al Main, che puntualmente vince, primo su 108 iscritti (terzo Doyle Brunson) per un premio di 540mila dollari. Diventando in assoluto il primo giocatore a vincere il main event partendo da un satellite. Altri due braccialetti Tom li vincerà nel 1986 (Razz) e nel 1992 (Omaha).


Negli anni successivi, in collaborazione con Mike Caro e Stanley Sludikoff, McEvoy scrive il libro “Come vincere i tornei di poker” Il libro è una sorta di precursore dei tempi e non trova il giusto consenso, per cui, visto che McEvoy aveva anticipato tutti i soldi, l’affare si rivela un flop clamoroso, facendogli perdere denaro invece che guadagnarlo. Sarà solo una decina di anni dopo che arriverà il successo anche nella scrittura grazie a Championschip No-Limit e Pot-Limit Hold’em che diventerà una pietra miliare della scrittura pokeristica. Leggenda vuole che il mitico Erik Seidel abbia avvicinato McEvoy offrendogli 25mila dollari per non pubblicare il libro. Secondo Seidel, le informazioni contenute nel libro avrebbero danneggiato troppo i giocatori professionisti. Ad oggi Tom McEvoy ha scritto ben 14 libri sul poker (uno in più rispetto ai braccialetti vinti da Hellmuth! LoL)


A pieno titolo nel 2013 è stato inserito nella Poker Hall of Fame, dopo aver dedicato metà della sua vita al gioco del poker.Attualmente Tom McEvoy passa le sue giornate a giocare a poker cash game e solo occasionalmente tornei, anche se lui si definisce un semi-pensionato.
In una recente intervista ha dichiarato che quello che più lo preoccupa nel mondo del poker è la scarsa attitudine delle nuove generazioni a divulgare il gioco perché come ama ricordare: “Anche il miglior giocatore del mondo non farà un centesimo se non ci sono partite da giocare”

Marco Zanini

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