Pensieri sparsi in vista dell’EPT Sanremese

Ed anche quest’anno ci siamo: l’European Poker Tour (EPT) di Sanremo è alle porte, carico come sempre di sogni e speranze. Riuscirà un italiano a bissare l’ormai lontano successo di Salvatore Bonavena?

Ed anche quest’anno ci siamo: l’European Poker Tour (EPT) di Sanremo è alle porte, carico come sempre di sogni e speranze. Riuscirà un italiano a bissare l’ormai lontano successo di Salvatore Bonavena?

 

Già impazza il toto iscritti. Ho sentito gente vociferare di oltre mille presenze, ma ritengo che neanche nei sogni più libidinosi si possa arrivare a tale numero di iscritti. Ottimisticamente parlando, ma tenendo un piede sulla terra ferma, si spera in ottocento presenze, che sarebbe comunque un buon numero considerando i 797 iscritti dell’ultima edizione vinta dal francese Ludovic Lacay. Alcuni sostengo che la vicinanza con il Grand Final di Montecarlo possa portare qualche big in più, aumentando il numero di partecipanti, va però detto che le ultime due volte il torneo si è disputato ad ottobre con la vicinanza delle WSOPE di Cannes ed i numeri sono stati comunque in ribasso rispetto alle edizioni precedenti.

Credo che, recessione economica a parte, si sia un po’ perso il senso più puro di quello che può trasmettere un torneo di poker. Aggregazione. E’ vero che alcuni (pochi) giocano a poker solo per soldi ed altri (tanti) giocano a poker solo per divertimento, ma per strada abbiamo tutti perso lo spirito di aggregazione sociale che solo un gioco come il poker riesce a trasmettere. Dove altro puoi trovare una miscellanea di persone differenti per età, cultura e stato sociale sedute insieme allo stesso tavolo con i medesimi sogni di gloria? Ragazzini super skillati, pensionati focus oriented e casalinghe calling station tutti, chi più e chi meno, seduti al tavolo per lo stesso motivo.

Certo, non sempre sarà l’EPT di Sanremo, più facilmente sarà il torneo del venerdì sera al circolo sotto casa, ma se volete prendervi parte, EPT o circolo che sia, vi do una classificazione di giocatori quantomeno pittoreschi alla cui categoria non dovete assolutamente appartenere per rispetto altrui, in base all’aggregazione sociale di cui parlavamo prima.

IL PUZZONE AL TAVOLO
La poker room del Casinò di SanremoCategoria quanto mai presente e numerosa ai tavoli live di tutto il mondo a qualunque livello di buy in. Hanno litigato con il sapone da tempo immemore e le loro ascelle emanano un tanfo nauseabondo che nemmeno un campo seminato ad aglio e cipolle riesce ad eguagliare. Alcuni pensano che lo facciano per stordire gli avversari e outplayarli più facilmente, ma ricordate che l’igiene e la cura della persona sono un bagaglio che dovrebbe far parte di tutti i poker player! Io ho un amico di Firenze che prima di ogni sessione online si fa la barba e si profuma, perché anche se online, per lui l’immagine al tavolo è tutto!

L’OCCHIALUTO DA SOLE OVER 60
Categoria piuttosto rara, ma quanto mai ridicola. Complici i troppi tavoli televisivi visti, alcuni over 60 pensano che faccia figo indossare occhiali scuri al torneo sotto casa. Peccato che sviluppino solo il pirandelliano sentimento del ridicolo e spesso si dimenticano di toglierseli quando vanno al bar sbattendo contro ogni ostacolo mobile presente sulla loro strada.

IL FEBBRICITANTE MALATICCIO
Categoria che si incontra poco, ma degli effetti nefasti. Ne sono stato vittima io stesso poco tempo fa. Oppo di fronte a me era chiaramente febbricitante. Nonostante in sala facesse piuttosto caldo, nell’ordine indossava: maglietta, camicia, maglione, felpa, giubbotto e sciarpa. Si muoveva con fatica. Occhi arrossati e lacrimanti, naso perennemente goccialante, fastidioso rantolare nella respirazione. Va detto che un effetto l’ha ottenuto: tutte le volte che apriva io foldavo atc, senza nemmeno guardare le carte, non volevo toccare le sue chips piene di batteri. Ovviamente due giorni dopo avevo la febbre pure io, con l’unica differenza che se sono malato evito di andare a contagiare altre persone come un appestato!

IL PROFESSORE
Una delle categorie più fastidiose in assoluto. Sta sempre li a pontificare su come si doveva giocare una mano, su come si doveva effettuare una size bet, sulle implied odds e quasi sempre lo fa nelle mani in cui non è coinvolto. Poi interrogato sul perché abbia chiamato una 3bet fuori posizione con 7e2 off scoppiando gli assi, di solito risponde con l’erre moscia: “Io ievi evo a giocave un tovneo da cinquemila euvo di buy in, che vuoi che mi fveghi di sto tovneuccio da un centone?”
E allora perché non vai a rompere gli zebedei da un’altra parte?

Potrei continuare all’infinito, ma credo che abbiate ben compreso il succo del discorso, voglio però chiudere con una chicca che potrete raccontare al prossimo torneo di poker live che farete, stupendo gli altri al tavolo come nemmeno Erion Islamay con i suoi chip tricks riesce a fare. Per la serie “forse non tutti sanno che…”. Lo sapete la vera origine del termine nuts? Nel poker il termine indica una mano imbattibile e secondo alcuni esperti l’origine risale al vecchio west. Nut in inglese ha vari significati, tra cui “dado”, inteso come accessorio meccanico.

Nel vecchio west uno quando andava all in, metteva nel piatto il carro e i cavalli, quindi letteralmente tutto quello che aveva: casa e lavoro. Per far si che il giocatore non scappasse nel caso che avesse perso la mano, si usava fisicamente togliere i dadi che reggevano le ruote del carro (the nuts, appunto) e metterle nel piatto a simboleggiare la puntata. Pertanto si ipotizza che uno che scommette carro e cavalli possa solo avere la mano migliore, da cui l’origine del termine essere nuts!

 

Dal 14 al 20 aprile segui l’EPT Sanremo in diretta con il blog live PIW

Adesso che vi ho erudito con questa perla di saggezza popolare, potete andare a giocare l’EPT di Sanremo strabiliando il tavolo con questo racconto. Buon EPT a tutti e che vinca un italiano!

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