Gente di Poker: Benjamin ‘Bugsy’ Siegel e William, poker e mafia!

Poco poker e molta mafia in questo nuovo articolo dove ripercorriamo una delle tappe fondamentali della nascita di Las Vegas: la costruzione del Flamingo. Due i personaggi principali di questa storia: Benjamin ‘Bugsy’ Siegel e William Wilkerson.

Poco poker e molta mafia in questo nuovo articolo dove ripercorriamo una delle tappe fondamentali della nascita di Las Vegas: la costruzione del Flamingo. Due i personaggi principali di questa storia: Benjamin ‘Bugsy’ Siegel e William Wilkerson.

 

Bugsy Siegel (1906-1947) è unanimemente riconosciuto come il vero fondatore di Las Vegas. Gangster mafioso di cui tremare dalla paura si presenta al cantiere che avrebbe poi visto nascere il Flamingo, va da William Wilkerson maggior investitore nel progetto del casinò e gli fa: “Ciao, io sono il tuo nuovo partner!” Praticamente impossibile dire no alla mafia americana. Di Bugsy si diceva che aveva i capelli neri come l’olio del motore delle auto che rubava e due occhi azzurri ai quali era impossibile sottrarsi.

Criminale aggressivo, privo del benché minimo rimorso o senso di colpa, caratteristiche che fanno di lui un giovane sociopatico che ben presto viene assoldato dal mafioso Meyer Lansky come killer a pagamento a New York. Nel periodo del proibizionismo i due aprono una ditta di noleggio camion che è solo un paravento per contrabbandare alcolici per le strade d’America, riempiendo in breve tempo le tasche di Bugsy con molti più soldi di quanti in realtà ne riuscisse a spendere.

Alla fine degli anni ’20, l’astro nascente della mafia newyorkese Lucky Luciano ha un ambizioso progetto in testa: diventare il boss mafioso più potente di New York, così approfittando di una faida tra le due famiglie mafiose che si spartivano Manhattan, i Masseria ed i Maranzano, Luciano assolda Siegel per uccidere Joe Masseria e Salvatore Maranzano, diventando il vero boss newyorkese con il suo braccio destro (armato e letale) Ben Siegel. Ma il vento a New York sta per cambiare: dopo l’ennesimo omicidio i vari alibi di Siegel cominciano a vacillare e viene inviato in Nevada dove c’era bisogno di lui.

William Wilkerson (1890-1962) è un ricco personaggio di Los Angeles, imprenditore di Hollywood, con la passione per il poker ed il gioco d’azzardo che lo ha spinto più volte sull’orlo della bancarotta. Dietro suggerimento di un amico gli è stato consigliato qualcosa di apparentemente ovvio: se hai intenzione di giocare, costruisciti un casinò dove Mugshot Benjamin Siegelprendere le scommesse invece di farle. Così nel 1944 Wilkerson acquista un grosso lotto di terreno a Las Vegas per costruirci un lussuoso resort esotico con casinò, dove attirare i ricchi personaggi proveniente da Hollywood e non solo.

La stima dei costi per i lavori è di 1,2 milioni di dollari, ma Wilkerson non tenne conto dei gravi aumenti di costo dell’edilizia nel periodo post seconda guerra mondiale. Le banche chiudono i rubinetti quando solo un terzo del progetto era completato e Wilkerson non riusciva a trovare nessun partner a sostenere il suo ambizioso progetto, anche per via dei suoi continui problemi legati a debiti contratti per partite di poker che non si poteva permettere.

Questo fin quando viene avvicinato da un avvocato che dice di rappresentare degli imprenditori newyorkesi che si offrono di investire un milione di dollari per completare il progetto. L’accordo pare vantaggioso anche per Wilkerson, che diversamente non saprebbe come fare a completare la struttura: a lui spetterebbe un terzo dei proventi e il controllo totale della gestione del resort. Gli imprenditori newyorkesi non sono altro che la famiglia mafiosa di Lucky Luciano che manda in Nevada Bugsy Siegel a controllare i lavori, diventando ufficialmente partner di Wilkerson.

Solo che Siegel, psicopatico e paranoico, dopo poche settimane nel Nevada inizia a risentirsi per il suo ruolo, dove si considera solo un piccolo galoppino, visto che l’intero progetto è diretto da Wilkerson e lui non ha la minima voce in capitolo. Così attua un doppio piano, sia attraverso forzata coercizione sulle manovalanze cambiando il piano di costruzione e dicendo che ora era lui il capo, sia sfruttando la sua cospicua dote monetaria per acquistare azioni della società, diventando così l’azionista di maggioranza e disautorando Wilkerson dalla sua stessa società.

Ora il Falmingo è interamente controllato dalla mafia. Solo che Bugsy era tutto fuorché un buon imprenditore. I costi aumentano stratosfericamente anche perché nessuno voleva lavorare per lui, considerato uno psicopatico che spesso maltrattava brutalmente i suoi operai. Dal canto suo Wilkerson ha intenzione di reagire e sapendo che i costi di costruzioni eccessivi dovuti alla mala gestione di Bugsy, non sarebbero stati graditi ai suoi superiori di New York, inizia a pubblicare su una rivista a tiratura nazionale tutti i costi e le eccedenze di spese per la costruzione del casinò.

Nel corso di una riunione tra azionisti, dove i costi aggiuntivi avevano ormai superato i sei milioni di dollari, contro il milione previsto inizialmente, Siegel minaccia Wilkerson, davanti a tutti gli azionisti, di ucciderlo con le sue stesse mani se non avesse immediatamente abbandonato gli Stati Uniti. Nel frattempo i mafiosi di New York sono in Il Flamingo di oggifibrillazione. Non vogliono più Bugsy al comando dell’impresa, anche perché sono convinti che stia rubando soldi con la scusa dei costi eccessivi.

Grazie al suo vecchio socio Lansky, che intercede per lui con Lucky Luciano, gli viene dato ancora credito per finire il progetto ed aspettare se il resort sarebbe stato davvero redditizio come ci si aspettava. Bugsy sa che è sul filo del rasoio e nonostante l’hotel non fosse ancora pronto fa l’inaugurazione del Flamingo a fine dicembre del 1946, invitando amici e star di Hollywood. Purtroppo anche le condizioni climatiche si mettono contro di lui. Una tempesta si abbatte tra la California ed il Nevada, non facendo partire i vari vip di Los Angeles e trasformando i giardini del Flamingo, punto di forza della vista del resort, in una palude fangosa.

A marzo dell’anno successivo apre ufficialmente il Fabulos Flamingo ed il solo casinò genera nel primo mese un utile di 250mila dollari, insufficiente per i capi di New York. Il 20 di giugno, mentre Bugsy Siegel sta leggendo il giornale sulla veranda di casa sua quando uno sconosciuto gli spara sul volto uccidendolo all’istante. Nessuno parteciperà al suo funerale.

Wilkerson, che nel frattempo si era rifugiato in Francia, viene richiamato alla guida del Flamingo solo tre giorni dopo la morte di Siegel, restandone a capo per tredici anni. Nel 1960 decide che anche per lui è giunto il momento della pensione e vende le sue quote per dieci milioni e mezzo di dollari ad una famiglia mafiosa di Miami. Da li in poi il resto è solo leggenda.

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