Full Tilt Poker, uno dei siti più famosi al mondo, noto anche per le tristi vicende legate al Black Friday, aggiunge una nuova puntata alla lunga serie. La room ha deciso infatti di attuare un rebranding che toglierà la parola “Poker” dal logo.
Full Tilt Poker, uno dei siti più famosi al mondo, noto anche per le tristi vicende legate al Black Friday, aggiunge una nuova puntata alla lunga serie. La room ha deciso infatti di attuare un rebranding che toglierà la parola “Poker” dal logo.
Full Tilt Poker, uno dei siti più famosi al mondo, noto anche per le tristi vicende legate al Black Friday, aggiunge una nuova puntata alla lunga serie. La room ha deciso infatti di attuare un rebranding che toglierà la parola “Poker” dal logo.
Dopo che era stata acquistata da Rational Group, società che controlla anche PokerStars, il brand aveva deciso di non legarsi solo al mondo del poker, ma di offrire ai suoi utenti anche altri giochi da casino, ampliando la propria gamma di prodotti con blackjack, slot online e roulette. Ora che entrambi i gruppi sono stati venduti alla società canadese Amaya Gaming Group, i dirigenti hanno evidentemente deciso di distinguere maggiormente le due aziende ed infatti veniamo a sapere che sul famoso e conosciuto marchio Full Tilt Poker, verrà attuato (purtroppo) un rebranding che toglierà la parola “Poker” dal logo.
Già la scorsa settimana era stato cambiato l’URL del sito internet facendo scomparire la parola “poker”, a breve ci sarà il cambiamento anche del famoso logo aziendale, al quale eravamo ormai abituati da anni. L’attuale dirigenza di Full Tilt (ex Poker) è interessata ad aprire nuovi mercati territoriali anche per i giocatori di Spagna, Italia e Svezia, i quali attualmente non possono accedere al portale di gioco per mancanza di regolari concessioni governative.
Una nuova pagina è stata scritta; anche il settore online si sta globalizzando e la cosa non mi rende felice! Restando in ambito di tristi notizie è di pochi giorni fa l’annuncio
ufficiale che lo storico Trump Plaza Hotel and Casino di Atlantic City si appresta a chiudere mestamente i battenti.L’industria del gioco del New Jersey è in forte crisi, anche dovuta alla nascita di nuovi casino nella vicina Pennsylvania che ora ne vanta ben dodici, ed è sempre più difficile far quadrare i bilanci di strutture mastodontiche che nel corso degli anni hanno perso il loro appeal iniziale.
Il Resort, situato sul famoso boardwalk di Atlantic City, è attivo dal 1984 e cesserà ufficialmente le sue attività il 16 settembre 2014. Dopo l’Atlantic Club chiuso a gennaio ed il Showboat che ha già dichiarato fallimento, questo è il terzo casino che chiude nella Las Vegas dell’est. Senza contare che anche il Revel Casinò potrebbe chiudere entro la fine dell’anno. Una vera sciagura per i quasi ottomila dipendenti che lavorano o lavoravano in queste strutture e nel giro di pochi mesi resteranno senza lavoro.
Un disastroso impatto che, come dichiarato dal Senatore del New Jersey Jim Whelan, avrà serie ripercussioni su tutta l’economia locale, dai centri commerciali ai valori immobiliari. Atlantic City è stata fino a pochi anni fa saldamente al secondo posto come offerta di gioco (e utili dei casinò), solamente dietro all’ovvio primo posto di Las Vegas, ma ora che anche gli stati confinanti hanno legalizzato la costruzione di casinò, il New Jersey ha perso il suo secondo posto e miliardi di dollari di entrate.
La legalizzazione del gioco online, introdotta con lo scopo di recuperare parte di tali perdite, non ha portato i frutti sperati, con un ricavo nei primi otto mesi nettamente al di sotto sia delle aspettative che delle previsioni degli analisti. Il 16 settembre il Trump Plaza chiude i battenti ed un altra pagina del boardwalk di Atlantic City si chiude per sempre.
Da anni sono appassionato di poker sia live che online e mi diverto a scrivere di texas hold’em. Mi piace viaggiare, leggere e giocare a calcio.