Poker e Gossip: I buoni propositi per il 2015

Anno nuovo vita nuova. Mai sentita una stupidata più grande. Ovviamente non tenendo conto di quando Phil Hellmuth rilascia un’intervista. Per cui sarebbe più opportuno dichiarare anno nuovo vita vecchia, ma piena di buoni propositi!

Anno nuovo vita nuova. Mai sentita una stupidata più grande. Ovviamente non tenendo conto di quando Phil Hellmuth rilascia un’intervista. Per cui sarebbe più opportuno dichiarare anno nuovo vita vecchia, ma piena di buoni propositi!

 

Ecco quali sono, in rigoroso ordine sparso, i miei buoni propositi per l’anno 2015:

Evitare di leggere il 98% dei post su Facebook

Sul social network targato Mark Zuckerberg esistono fondamentalmente solo tre macrocategorie di post legati al mondo del poker: quelli inutili, quelli fastidiosi e quelli… ah no, ci sono solo due categorie, o inutili o fastidiosi! Il problema non sono i post in sè, ma di solito sono tutti i commenti che lo seguono. Uno pubblica una foto dove ha fatto un tavolo finale ad un micro vincendo tre euro e sessantadue centesimi e subito parte una sfilza di commenti, che a leggerli tutti ti annoi come se avessi giocato tu stesso il microstake.

Chi lo trolla, chi lo flamma, chi lo invidia, chi lo critica, ecc ecc ecc. Spesso fatico a comprendere come mai della gente sana di mente perda del tempo a scrivere certi commenti. Poi però penso che io, che mi ritengo particolarmente sano di mente, spreco il mio prezioso tempo a leggere tali commenti, e la cosa oltre ad intristirmi devo confessarvi che un po’ mi preoccupa. Come dice sempre il mio analista devo lavorare alacremente su me stesso per migliorarmi.

Farmi pagare un euro ogni volta che qualcuno mi racconta una mano live od online

Da qualche anno bazzico il mondo del poker e la mia già precaria salute psicofisica è messa sempre a maggior dura prova da questi strani individui che pullulano le sale da poker virtuali e reali, i quali senza nessuna apparente ragione al mondo, sentono l’impellente bisogno fisiologico di raccontarti le loro mani. Tu sei lì bello tranquillo durante la pausa del torneo che fumi beato una sigaretta aspettando il tuo turno per andare al cesso, quando arriva il narratore di turno convinto che sia bastato guardarti negli occhi per far scoccare la scintilla della narrazione, come se foste amici di vecchia data si lancia nel resoconto delle sue mani giocate negli ultimi dodici livelli, spesso raccontandotele due volte e cambiando sempre le carte al flop.

Poker e bankrollTu sei li, inebetito come un branzino sotto sale, con l’unica speranza che un’improvvisa embolia al cervello ponga fine alle tue sofferenze, quando quasi convinto che il tipo abbia finito la sua inutile narrazione ricomincia da capo raccontandoti anche tutte le mani che non l’hanno visto coinvolto! Oh Dio del cielo! Cosa ho fatto di male per meritarmi tutto questo? Ho giocato troppi piatti fuori posizione? Non sono riuscito a depolarizzare i miei open range? Non ne ho idea, ma di sicuro non merito una simile tortura. Nessun giocatore di poker lo meriterebbe. Per cui ho deciso che come il mio interlocutore inizia il suo sproloquio io lo interrompo seduta stante dicendo: “Io ti ascolto volentieri, però mi dai un euro per ogni mano!”

Chiarire un aspetto fondamentale sulla gestione del bankroll

Si sono scritti libri sulla gestione del bankroll. Tante di quei capitoli da stordire un professore universitario. Lungi da me l’intenzione di voler criticare professionisti del settore, però una cosa mi va di dirla ugualmente. Fondamentale e di vitale importanza la gestione del bankroll per professionisti, semiprofessionisti e similari vari, ma se non appartenete a queste categorie direi che potete tranquillamente prendervela un po’ più comoda.

Io non sono un giocatore amatoriale, di più. Sono così amatoriale che se googlate insieme poker e amatoriale vi viene fuori il mio codice fiscale. Per cui sento di parlare a ragion veduta. Se avete cinquanta euro su una poker room e giocate un torneo di poker con la stessa frequenza con cui fate sesso con vostra moglie dopo vent’anni di matrimonio (circa una volta al mese stando alle statistiche) non dovete per forza giocare tornei da 50 cent, perché ve lo impone “la legge del bankroll”. Quello non è un divertimento, ma un supplizio di tantalo. E il poker dev’essere divertimento, sempre.

Buon 2015 a tutti, pokeristi e non.

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