William Carter Phillips nasce nel 1988 a Richmond in Virginia, anche se le sue origini arrivano da Charlotte in North Carolina, dove passa la sua adolescenza. Figlio di un pilota semiprofessionista di motocross, fin da giovane si è dimostrato estremamente competitivo in tutte le discipline che affrontava.
Il padre un giorno dell’infanzia di William Carter Phillips gli comprò carte e fiches da poker, suscitando nel giovane un interesse che gli avrebbe per sempre cambiato la vita. Gli inizi sono dedicati solo al poker online, il live nel North Carolina dove risiedeva non era legale, il gioco d’azzardo non era consentito e non c’erano casinò. Le prime sessioni sono letteralmente un disastro, per sua stessa ammissione arriva a giocare fino a sedici ore consecutive, fino a quando, caparbio e testardo, inizia a trasformare le sessioni negative in positive.
Nel live invece il successo arriva fin dalle sue prime apparizioni. Nel 2009 a soli 21 anni, vince il main event EPT di Barcellona, season 6, intascando oltre un milioni di dollari. Dopo la vittoria chiamerà al telefono i suoi genitori in America piangendo di felicità. In carriera riesce a collezionare oltre cento ITM e nove titoli, tra cui spiccano due braccialetti WSOP, di cui l’ultimo ottenuto nel 2012 in un evento di No Limit Hold’em dove sconfigge 2.811 avversari, buoni per un premio di 664mila dollari.
Dopo il Black Friday la vita di molti giocatori di poker americani è stata stravolta, non potendo più giocare online negli USA, e quella di Phillips non ha fatto eccezione,
trasferendosi in un primo momento in Canada per poter continuare a “macinare” tornei online. Intervistato su quale sia la migliore caratteristica per giocare mtt Carter non ha dubbi: “Il più grande attributo che un giocatore di mtt deve avere è il coraggio. Essendo che la maggior parte del payout è riservato alle prime posizione è necessario giocare per la vittoria in ogni momento del torneo, senza avere paura di mettere tutte le chips in mezzo al momento giusto”.
Considerato nei suoi primi anni on line una testa calda a causa di sue chat piuttosto “violente” che gli hanno fatto guadagnare una cattiva reputazione fra i suoi colleghi, adesso, conseguita una nuova maturità, rimarca sempre il fatto che vorrebbe chiedere scusa a tutti coloro che sono stati suoi bersagli di insulti e trash talking. Attualmente si è preso una lunga pausa dal poker giocato. Le sue apparizioni nei circuiti live sono sempre più sporadiche ed il suo ultimo ITM risale addirittura ad un evento WSOP del 2012.
Impegnato in altri interessi ed attività dedica solo una minima parte del suo tempo al poker, ma come gli piace spesso ripetere, pur sapendo di non poter essere più competitivo come quando giocava sedici ore al giorno, sa di essere sempre uno dei migliori perché per lui giocare bene a poker è un po’ come andare in bicicletta… sarà il caso di credergli???
Da anni sono appassionato di poker sia live che online e mi diverto a scrivere di texas hold’em. Mi piace viaggiare, leggere e giocare a calcio.