Impazzano le presidenziali negli Stati Uniti ed ognuno vuole dire la sua, poker player compresi. Si sa che la politica scalda il cuore e gli animi di molti di noi, così capita anche a Daniel Negreanu, che ultimamente passa molto più tempo a parlare di politica che a giocare a poker.
Kid Poker è nato a Toronto in Canada nel 1974, ma le sue origini sono rumene, ha da poco ottenuto anche la cittadinanza americana, così ha preso molto a cuore la questione delle elezioni presidenziali.
Senza volerci addentrare troppo nei meandri della politica americana, ci focalizziamo sull’obbiettivo primario di Danielino: Donald Trump. Dire che Donald Trump non rappresenti il candidato ideale per Negreanu è un blando eufemismo, diciamo che se il candidato alla casa bianca dovesse andare a fuoco e Daniel disponesse di un secchio d’acqua a portata di mano, lo userebbe di sicuro per innaffiare i fiori di casa piuttosto che adoperarlo per spegnere il candidato repubblicano. Questo paragone rende decisamente meglio l’idea della stima che il poker player nutre per il magnate-politico.
Trump è un ex democratico, ora fervente repubblicano che ha impostato tutta la sua campagna elettorale su forti posizioni conservatrici. In particolare le sue dichiarazioni a favore del libero utilizzo delle armi da fuoco hanno suscitato aspre polemiche, così come la sua proposta di istituire una moratoria sull’immigrazione delle persone di religione islamica.In un recente comizio elettorale, Marco Rubio, avversario politico di Trump, ha accusato il collega di avere le “mani piccole” concepito come un insulto alla virilità di Trump.
Dal canto suo Trump ha prontamente replicato affermando che ha belle e grandi mani e che non c’è nulla di piccolo nella sua anatomia.In questo battibecco da quindicenni in piena crisi ormonale, Negreanu non ha certo perso tempo ed ha sfidato pubblicamente Trump ad una singolare prob bet, perché come tutti sappiamo, non c’è niente che i giocatori di poker amino più di una buona scommessa, proponendogli di mostrare pubblicamente le sue grazie. Direi che si è leggermente perso il filo del buon gusto! Capirete bene che io che sguazzo nel trash poker come un maiale nel suo porcile, non mi potevo assolutamente esimere dal raccontare questa vicenda!
Questo il tweet originale di Kip Poker:“I challenge @realDonaldTrump to release a dick pic to prove its of average size or more. I will donate $100,000 to a charity of his choice.”
Il leader della all time money list propone una sfida a Trump, dove si impegna a donare centomila dollari in beneficenza se Trump avrà il coraggio di mostrare una foto del suo pene a dimostrazione che sia sopra average.
Onestamente sono confuso: in un torneo di poker è facile calcolare l’average, somma delle chips in gioco diviso il numero dei giocatori rimasti. Ma per il pene come si fa a calcolare l’average? Senza contare poi che sappiamo bene che ci sono forti differenze in base alle varie etnie della popolazione mondiale.
Proprio non lo so e non lo voglio nemmeno sapere, mi auguro solo che per il bene di ognuno di noi questa scommessa non debba mai prendere forma!
Marco Zanini