E’ sempre più buio appena prima dell’alba. Questa citazione si addice perfettamente al giocatore di poker da circolo. Se tiri l’alba vuol dire che sei arrivato in fondo al torneo, ed almeno due spicci sei sicuro di portarteli a casa, altroché “giocare per i massimi” come dicono tutti i sedicenti pro.Perché, per citare uno scrittore famoso, “quel mattino faceva più buio che dentro al culo di una marmotta e l’alba non era lontana”*
Infatti l’alba non era lontana quando decido di pushare turn con top two e oppo, dopo aver tankato infinito, dichiara “ormai son nel piatto, non foldo più” frase che già di per se fa presagire brutti pensieri e furie omicide, se poi dette all’ora in cui la maggior parte dei bar inizia a sfornare brioches, non lascia spazio all’immaginazione.Chiama su board A85K e gira 74 off…
Io devo guardare un paio di volte il board per capire il senso della giocata, per sicurezza mi alzo e vado a vedere il tavolo vicino dove stavano giocando un sit per sincerarmi che oppo non si sia confuso con un altro torneo.Non c’è margine di errore, mi ha davvero chiamato con sette carta alta. Ne segue una brillante conversazione.
“Come fai a chiamarmi con sette carta alta?”
“Ma se esce il 6 al river chiudo scala!”
“Si, vero, ma di 6 nel mazzo ce ne sono solo quattro, non venticinque! Matematicamente metti sapendo di stare al 9%”
“Ma a me la matematica non interessa, io gioco di braccio!”
Il dealer gira il river, un sei di picche grosso come l’albero di Natale in Piazza San Pietro.Niente da dire, fai bene a giocare di braccio se sai già che escono le tue, che ti frega della matematica? Al momento il “braccio” te lo vorrei staccare usando il volume I e II di statistica pura dell’Università di Pavia, ma dato che in periodo natalizio mia moglie mi ha convinto a ridurre drasticamente il numero di minacce fisiche e verbali che posso utilizzare, passo alla cassa a ritirare due spicci e vado al bar a fare colazione con le marmotte di cui parlavamo all’inizio.
Al bar sotto il circolo incontro vari dealer che avevano appena finito la giornata lavorativa.Ovviamente, come se fossi una brutta copia di Phil Hellmuth, non perdo l’occasione per whinare e raccontargli la mano. Ah, se tutti i dealer di questo mondo potessero avere un euro per ogni mano che si son sentiti raccontare! Probabilmente avrebbero un capitale simile a quello di Dan Bilzerian. Tra un caffè ed una brioches viene fuori che la matematica ed il braccio sono due componenti assolutamente marginali del gioco.
Eh si, perché AK contro QQ è un “conflitto”, non il più classico dei coinflip per dirla alla Caressa. Ed ovviamente 3bettare significa controrilanciare tre volte la puntata dell’original raiser. Tenendo sempre ben presente che donkbettare con top set e vedere tutto il tavolo che folda è una non meglio specificata “nascondi bet riuscita male” Ed allora, come dice sempre un mio caro amico: “Diamo il giusto senso a questo gioco”
Buone feste a tutti a voi, ci si vede ai tavoli, od alla peggio al bar a fare colazione.
Marco Zanini
*Stephen King – Fine Turno
Si ringraziano Arturo, Max e Micio per la sempre solerte disponibilità