Che futuro per Full Tilt Poker e Pokerstars?

In questo mio editoriale voglio capire, qualche giorno dopo lo scoppio del piu’ grande scandalo riguardante il poker online mondiale, cosa potrebbe accadere in termini pratici alle due maggiori sale da poker online, pokerstars e full tilt poker.

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In questo mio editoriale voglio capire, qualche giorno dopo lo scoppio del piu’ grande scandalo riguardante il poker online mondiale, cosa potrebbe accadere in termini pratici alle due maggiori sale da poker online, pokerstars e full tilt poker.

 

 

 

Sicuramente il mercato americano con i suoi 16 milioni di giocatori di poker online, rappresenta senza dubbio uno dei mercati piu’ grandi per le sale da poker online, ma non e’ solo il numero di giocatori che rende grande questo mercato, ma bensi anche i tantissimi professionisti che con la loro immagine rappresentano il marchio sia di pokerstars.com che della sua rivale storica full tilt poker.com  in tutti i 52 stati che rappresentano gli Stati uniti d’ America, una nazione che lo ricordo e’ la patria del gioco (vedi las Vegas, o i tantissimi casino’ sparsi fra gli stati Uniti).

 

las-vegas

Las vegas e’ la citta del gioco negli Stati uniti

 

A Fine maggio andranno di scena proprio a Las Vegas in Nevada le Wsop (World series of poker) ovvero il campionato mondiale di Poker live, dove tantissimi giocatori provengono o sono sponsorizzati da queste due enormi sale da poker online. Mi ricordo lo scorso anno che i giocatori al final table erano sponsorizzati quasi tutti da questi due marchi, e sicuramente questo grande festival del poker che si svolge negli Usa, in questa edizione avra’ delle grosse difficolta’ , non tanto per un calo un calo di giocatori, ma penso che il danno maggiore sara a livello d’immagine, visto che le sale coinvolte in questo scandalo sono le piu’ grandi negli Usa, moltissimi “sponsor esterni” potrebbero non gradire la presenza di questi due marchi.

 

Un altro problema potrebbe essere l’immediato abbassamento di tutti i tornei garantiti offerti sia da pokerstars.com, sia da full tilt poker.com, che non avendo piu’ a disposizione il bacino di giocatori americani  (circa il 15-30% del totale dei giocatori presenti nelle sale) non potrebbe piu’ poter garantire tornei con montepremi cosi elevati, e sicuramente anche gli eventi di punta delle due sale (come le Scoop per ps.com e le Ftops per ft.com) potrebbero subire enormi tagli ai montepremi milionari, o ancora peggio la cancellazione di molti eventi.

 

 

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Le Ftops sono il torneo di punta di full tilt poker.com

 

Il mercato del poker online sta cambiando, se pensiamo che le poker room.com come pokerstar hanno gia’ “perso” nel mercato .com molte nazioni come la Francia, Italia a breve la Spagna (per via delle regolamentazione a licenza) la Turchia e la Cina ( per via della legge che vieta il gioco online) ora perderebbero di colpo anche il bacino degli Usa ( per via della legge che va a colpire le transazioni finanziarie), si puo’ capire che il mercato delle sale.com, con il passare degli anni e sopratutto con il cambio legislativo che si sta realizzando in moltissime nazioni, sta di fatto cambiando, e questo potrebbe accellerare la frammentazione dei mercati, con la creazione magari di poker room a livello continentale, e non piu’ a livello mondiale. Potremmo trovarci in un prossimo futuro a poker giocare magari su pokerstars.eu noi europei, mentre gli americani potrebbero giocare su fulltiltpoker.us, o gli Australiani su pokerstars.oc, perche’ mentre l’economia e’ diventata globale, il poker online sta effettuando la stategia opposta, da globale a frammentato, per via delle diverse regolamentazioni nazionali che impongono restrizioni al mercato libero.

 

 

poker online

Assisteremo ad un mercato continentale?

 

 

Anche i giocatori professionisti americani che sono legati ai due colossi online, potrebbero subire forti ripercussioni nei propri contratti, visto che se la legge americana chiamata Uigea ( la stessa che ha provocato il blocco di tutte le sale online che accettano giocatori provenienti dagli Usa) rimarra’ in vigore ancora per molti anni, alle sale online sicuramente il mercato americano potrebbe non interessare piu’, e quindi i giocatori americani dei team online potrebbero avere difficolta’ a trovare un ingaggio.

 

A questo punto mi domando anche che cosa succedera’ ai tantissimi giocatori americani di poker online? Non potranno piu’ realmente giocare a poker online?

 

Questo e’ il vero nocciolo della questione, io non credo proprio che con la grande recessione mondiale, e con i gravi problemi di bilancio che hanno oggi gli stati uniti, possano permettersi di rinunciare alla fiorente industria del gioco online, che come visto in italia, se riformato e regolamentato porta nelle casse dello stato moltissimi soldi in tasse e licenze. Mi auguro che questo “venerdi nero” possa essere parte integrante di una strategia, che prima faccia “piazza pulita” di tutte le room ora presenti nel mercato online Americano, per poi in un secondo passo creare le condizioni per un nuovo mercato regolamentato per il poker online.

 

Il poker online mondiale ha bisogno per crescere del mercato americano, ed e’ ora che anche negli stati uniti si cambi marcia, ovvero si passi dalla repressione, ad un serio regolamento.

 

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Redaelli”Boss” Tiberio

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