Poker live e Olimpiadi: lo Stato dice sempre di no?

Su tutti i quotidiani e telegiornali tiene banco da qualche giorno la notizia che il Governo Italiano, per volere del nuovo presidente del consiglio, Mario Monti, ha ritirato la candidatura di Roma come città organizzatrice dei Giochi Olimpici del 2020.

Su tutti i quotidiani e telegiornali tiene banco da qualche giorno la notizia che il Governo Italiano, per volere del nuovo presidente del consiglio, Mario Monti, ha ritirato la candidatura di Roma come città organizzatrice dei Giochi Olimpici del 2020.


Il governo ha deciso di non firmare le garanzie per la candidatura di Roma ai Giochi Olimpici. Queste sono alcune delle parole del presidente del consiglio, che ha spiegato così, in maniera molto laconica, il motivo della rinuncia: “Coprirne i costi sarebbe da irresponsabili”. Ovviamente la rinuncia, sommata alle le parole del presidente del consiglio, hanno scatenato una serie di polemiche sia a destra che a sinistra. Certamente il ritiro della candidatura è stato un atto giusto da parte del presidente del consiglio, perché l’economia Italiana non è effettivamente nelle condizioni di garantire un così ingente quantitativo di denaro per organizzare i Giochi Olimpici.

Ci siamo chiesti, però, se in generale sia giusto tagliare ed evitare le spese, invece che provare ad investire tempo e denaro per non lasciare che l’Italia collassi sotto il peso dei propri debiti, arrivando ad un inevitabile default. Quello che si nota di questo governo è che prova a risolvere i problemi economici effettuando principalmente aumenti: benzina, servizi, tasse e via così. Il comparto giochi, ovviamente, è stato uno dei primi ad essere toccato da questi aumenti e anche il 2012 si preannuncia un anno dove il governo interverrà ulteriormente incrementando la tassazione su quasi tutti i giochi pubblici.

Qualche mese fa l’Amministrazione Autonoma Monopoli di Stato (Aams), su stessa richiesta del Governo, ha studiato e messo in atto una nuova tassa (il 6% sulle vincite eccedenti i 500€) sui giochi come il lotto, le VLT, le slot machine, le lotterie istantanee, ecc ecc. In un primo momento il poker online si è salvato da questo nuovo salasso, ma dopo qualche tempo la notizia di un possibile innalzamento delle tasse è arrivato anche per il poker online, cosa che inevitabilmente porterà ad un aumento della rake da pagare da parte dei giocatori.

Non sono qui a chiedermi se sia giusto o meno applicare un aumento della tassazione anche al poker online, ma vorrei capire, rimanendo in ambito pokeristico, del perché il governo non si attiva per rendere legale il poker live, cosa che porterebbe nelle casse dello stato parecchi soldi, senza contare le entrate indirette derivanti dalle giocate. Cosa li frena? Siamo difronte ad un governo che mette pezze ovunque, senza rendersi conto che tali operazioni possono risolvere solo in parte e solo nell’immediato i problemi economici: il futuro, per loro, non è poi così vicino.

 

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